Zibaldone43

28 Dicembre Dic 2013 1415 28 dicembre 2013

Pd, la segreteria di Renzi e le (semi)sconosciute primarie

  • ...

Federica Mogherini, Luca Lotti e Elena Maria Boschi.

È il paladino delle elezioni primarie. Tanto che Matteo Renzi in un anno ne ha fatte addirittura due. Perdendo la prima contro Pier Luigi Bersani e vincendo la seconda sbaragliando la concorrenza di Gianni Cuperlo e Pippo Civati.
La regola delle primarie nel Partito democratico, tuttavia, sembra valere soprattutto per il leader. E non per (tutto) il suo staff.
STAFF SENZA PRIMARIE. Nella squadra della segreteria di Renzi, infatti, c'è chi non è passato attraverso il giudizio dei simpatizzanti democrat.
Nulla di male, sia chiaro: il segretario del Pd è libero di scegliersi il suo staff come meglio crede. Ma resta quella sensazione di giolittiana memoria secondo cui per i nemici le leggi si applichino e per gli amici si interpretino.
I PARLAMENTARI SONO OTTO. Nella segreteria nazionale dei democrat, su 13 membri, otto ricoprono incarichi parlamentari (Stefano Bonaccini, Francesco Nicodemo, Debora Serracchiani, Filippo Taddei e Lorenzo Guerini sono i cinque fuori da Camera e Senato), ma di questi ben tre si sono ritrovati a Montecitorio grazie a un posto in lista ottenuto senza partecipare alle primarie. Per gli amanti dei numeri sono quasi il 40% dello staff (clicca qui per la lista completa delle primarie per la composizione delle liste del Pd)
I TRE IN LISTE BLINDATE. Maria Elena Boschi - di cui avevamo già parlato su Lettera43.it senza però avere il piacere di scambiare due parole con la deputata a causa dei suoi numerosi impegni - Luca Lotti e Federica Mogherini sono stati inseriti come 'quota Renzi' in posizioni blindate delle circoscrizioni in occasione delle elezioni di febbraio 2013 (prassi del tutto normale, visto che anche lo stesso Bersani s'era assicurato che i suoi fedelissimi fossero eletti). Ripetiamo, non c'è alcuna irregolarità.
PREDICA BENE, RAZZOLA MALE. Appare però bizzarro che il neosegretario, antagonista da sempre del Porcellum - su tutto nel mirino dell'attuale legge elettorale c'è l'impossibilità per l'elettore di scegliersi il proprio rappresentante in parlamento - scelga per la sua segreteria (l'organo più importante del partito), chi non ha ricevuto un giudizio dai suoi stessi 'compagni'. Di fatto utilizzando quello stesso sistema tanto condannato.
Non che si mettano in dubbio le qualità di Boschi, Lotti e Mogherini: ma predicare che gli elettori debbano poter decidere da chi farsi rappresentare e poi 'premiare' i pochissimi che non sono passati per le primarie lascia quantomeno perplessi.

Correlati