Zibaldone43

11 Gennaio Gen 2014 1030 11 gennaio 2014

Calcio senza schemi: agli Spurs funziona. Al Milan no

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L'allenatore del Tottenham, Tim Sherwood.

Giocare senza schemi. Il sogno di ogni calciatore. Che in Inghilterra è diventato realtà. E non per incapacità dell'allenatore, ma per espressa volontà del tecnico.
A farsi venire l'idea, come ha raccontato il quotidiano La Repubblica nell'edizione di venerdì 10 gennaio, l'allenatore del Tottenham, Tim Sherwood, che ha deciso di lasciare 'liberi' i giocatori senza imbrigliargli in alcuno schema.
TRE VITTORIE DOPO IL KO. La squadra, che veniva da un anno e mezzo di cura André Villas Boas - leggi tattica allo stremo con schemi, video e statistiche da imparare a memoria - ha apprezzato. E con il nuovo allenatore, arrivato dopo reduce dal ko contro il Liverpool per 5-0 che è costato il posto all'allievo di José Mourinho, il Tottenham ha inanellato tre vittorie (tra le sue vittime il Manchester United all'Old Trafford) e un pareggio.
BASTA CON LA TATTICA. Un miracolo? Assolutamente no. Perché mentre Sherwood si gode il suo té durante gli intervalli delle partite invece che dannarsi davanti a lavagnette a spiegare gli schemi da adottare, i giocatori hanno ritrovato lo spirito di quando si divertivano prima di arrivare a fare del calcio una professione.
Non che il neoallenatore del Tottenham snobbi in toto la tattica. Semplicemente non ne fa un'ossessione.
Perché a certi livelli, il tecnico non deve certo insegnare a nessuno il gioco (qualche eccezione c'è sempre). Piuttosto è chiamato a motivare la squadra.
IL SEGRETO È LA MOTIVAZIONE. Ben prima di Sherwood, Mourinho ha dimostrato quanto sia importante caricare il gruppo. Rendendo la squadra così compatta nel perseguire un obiettivo che alla fine l'allenatore finisce per diventare lo scudo dietro cui si muovono in sincro i giocatori.
Nel libro Io sono il giocatore misterioso (Isb Edizioni), l'autore (non si svela mai, ma si sa che gioca in Premier league) spiega di «ammirare molto lo stile di Mourinho» e di voler «giocare volentieri per un uomo così», pronto «a dare il massimo per lui».
Non perché fosse un genio della tattica, piuttosto perché lo Special One durante un tour in Usa con il Chelsea ordinò alla squadra di non prestarsi per un servizio fotografico voluto dallo sponsor Samsung solo perché non c'erano omaggi per i giocatori. E se un allenatore ti difende da chi ti paga, figuriamoci da chi ti attacca.
SI MIGLIORA CON L'IMPEGNO. Poi spiega che «i miglioramenti della squadra hanno poco a che fare con le ore passate ad allenarsi e molto con il maggior impegno messo in campo dai giocatori».
E poi: «Il calcio a certi livelli è come una partita di scacchi». Come dire: tutti sanno dove piazzarsi. Almeno quasi tutti.
Nel pallone, non si dimentichi mai, vale sempre la regola che chi vince ha sempre ragione. Finché Sherwood continuerà a non perdere, nessuno lo attaccherà. I problemi verranno dopo. Ma lui lo sa.
«Alla prossima partita potrei diventare il peggior allenatore nella storia del Tottenham. Sono realista. So come vanno le cose nel mondo del pallone», ha detto al Wall Street Journal.
L'unica vera domanda a questo punto è: perché senza tattica gli Spurs vincono e il Milan sta facendo una figuraccia dopo l'altra (partita con l'Atalanta a parte)?
Alla lunga, anche lo Sherwood pensiero potrebbe fare acqua.

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