Zibaldone43

16 Gennaio Gen 2014 1200 16 gennaio 2014

Legge elettorale, Renzi corteggia Berlusconi per sottrargli voti

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Silvio Berlusconi e Matteo Renzi.

La sinistra ci ha messo 20 anni per liberarsi di Silvio Berlusconi. Matteo Renzi potrebbe metterci pochi mesi per riabilitarlo.
Il leader del Partito democratico considera infatti il Cavaliere l'interlocutore privilegiato per la riforma della legge elettorale e ha già in programma un incontro de visu (dopo un colloquio anticipatorio avuto con Denis Verdini) per accordarsi su come pensionare definitivamente il Porcellum.
IL PD IN RIVOLTA CONTRO RENZI. La scelta dell'ex rottamatore è stata quindi pesantemente contestata dall'ala sinistra del Pd, che teme appunto di trasformare l'intesa nell'assist per il ritorno di Berlusconi.
Per questo motivo è stato il posto il veto sull'idea di Renzi di incontrare l'ex premier nella sede democrat di Largo del Nazareno a Roma (dopo il colloquio a Villa San Martino, il sindaco di Firenze avrà pensato che è meglio tenersi alla larga da luoghi che potrebbero metterlo ancora in imbarazzo).
«Non si può fare un incontro con un pregiudicato in casa del Pd», ha tuonato il bersaniano Alfredo D'Attorre, dimenticandosi tuttavia, che con il Cavaliere i democrat, all'epoca guidati da Pier Luigi Bersani nella primavera 2013 ci avevano addirittura fatto un governo.
SERVONO LE LARGHE INTESE. La tesi di Renzi è che per approvare la riforma elettorale ci vogliano larghe intese («Le regole si scrivono tutti insieme, farle a colpi di maggioranza è uno stile che abbiamo sempre contestato», ha scritto l'ex rottamatore su Twitter) e quindi vuole coinvolgere nella discussione anche Berlusconi.
Inoltre non si dimentichi che il governo di Enrico Letta gode di una maggioranza risicata al Senato: con l'uscita di Forza Italia, a sostenere l'esecutivo sono rimasti 108 senatori del Pd, 8 di Scelta civica, 12 del gruppo Per l'Italia, 31 del Nuovo centrodestra e 12 del gruppo Per le autonomie: significa avere 10 voti oltre la maggioranza assoluta di 161 necessaria per governare.
BASTA UNA LEGGE ORDINARIA. Per la riforma della legge elettorale, come aveva detto in passato Letta, basta però una legge ordinaria. Tradotto significa che per approvarla non serve una maggioranza qualificata dei due terzi dell'assemblea, ma basta una maggioranza semplice. A confermarlo è anche il fact checking di Pagella politica.
Quindi, se proprio si vuole superare il Porcellum, che dopo la bocciatura della Corte Costituzionale s'è trasformato in un sistema proporzionale puro, basta trovare un accordo con la maggioranza. Che poi è dove il Pd dovrebbe avere (almeno in teoria) i suoi principali alleati.
NUMERI RISICATI IN SENATO. Invece Renzi, fedele alla sua linea, vorrebbe che Forza Italia non fosse esclusa.
Scelta comprensibile, visto che la Lega Nord non pare dell'idea di discutere (le ultime uscite razziste sul ministro dell'Integrazione Cecile Kyenge hanno definitivamente alzato un muro tra Pd e Carroccio) e il Movimento 5 stelle ha già bocciato le tre proposte del sindaco di Firenze (sistema spagnolo, Mattarellum rivisitato e sindaco d'Italia). Insomma, basterebbe che uno dei partiti di governo tradisse che non si avrebbero i numeri a Palazzo Madama per approvare la legge elettorale.
LA CONQUISTA DEI DELUSI DEL CAV. Ma dietro le mosse di Renzi di cercare a tutti i costi il dialogo con Berlusconi potrebbe anche nascondersi un'astuta strategia.
Gli elettori del fu Popolo della libertà, infatti, non hanno mai perdonato alla sinistra la pugnalata al Cavaliere che a seguito della condanna in via definitiva per il processo Mediaset è stato dichiarato decaduto dal Senato per effetto della legge Severino. Tanto che, nonostante la sentenza e i tre gradi di giudizio, sono in molti a sostenere l'innocenza di Berlusconi. Quindi, sapere che a sinistra (o quello che ne rimane dopo l'approdo di Renzi) c'è qualcuno che considera Berlusconi non un pregiudicato, ma un avversario politico, potrebbe indurre gli elettori dell'ex premier a dare credito al sindaco toscano.
Non è inoltre un mistero che l'ex rottamatore vada in giro a cercare consensi proprio tra i delusi del Pdl. Che non vogliono votare a sinistra. Ma sarebbero pronti a sostenere Renzi. Soprattutto se il leader del Pd si dimostra lontano da chi ha voluto 'silurare' il Cavaliere.

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