Zibaldone43

23 Gennaio Gen 2014 0700 23 gennaio 2014

Legge elettorale? Meglio sostituire gli assenteisti

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Una seduta della Camera.

Preferenze, premio di maggioranza, clausola territoriale: i nodi da correggere sulla legge elettorale non mancano. Ci penserà il parlamento a varare il miglior sistema di voto, che però non potrà essere stravolto rispetto all'accordo firmato tra il segretario del Pd Matteo Renzi e il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi.
Ma c'è un suggerimento che si può offrire al parlamento (non necessariamente da legare alla legge elettorale). Perché non prevedere provvedimenti per gli assenteisti? Magari si potrebbe ideare un sistema che, dopo alcuni richiami, consenta la sostituzione del parlamentare che non si fa mai vedere in Aula con il primo dei non eletti.
SOSTITUIRE GLI ASSENTEISTI. Scorrendo le classifiche dei meno presenti non basterebbero neppure le liste lenzuolo del Porcellum.
D'altra parte, il rischio di perdere il posto per le troppe assenze esiste per tutti i lavoratori. Secondo le tesi di Beppe Grillo, i parlamentari sono nostri dipendenti: va da sé allora che dovremmo avere la possibilità di sostituirli se non si presentano mai a lavorare.
Chi, tra i normali lavoratori, conserva il posto restando sempre a casa? Dopo i richiami, il datore di lavoro potrebbe dare, giustamente, il benservito (ovviamente salvo casi in cui le assenze riguardino motivi di salute, s'intenda).
Consultando i dati di OpenParlamento*, l’osservatorio civico che fotografa le attività dei parlamentari, si scopre che alla Camera i più assenteisti sono Antonio Angelucci e Stefano Quintarelli (tre presenze su 2.917). Clicca qui per vedere la classifica completa a Montecitorio.

In Senato le cose non vanno meglio. Addirittura Denis Verdini s'è presentato appena due volte in 2.445 occasioni; Niccolò Ghedini ha trovato il tempo per farsi vedere 11 volte. Clicca qui per vedere la classifica completa a Montecitorio.

* Con assenza si intendono i casi di non partecipazione al voto: sia quello in cui il parlamentare è fisicamente assente (e non in missione) sia quello in cui è presente ma non vota. Purtroppo attualmente i sistemi di documentazione dei resoconti di Camera e Senato non consentono di distinguere un caso dall'altro. I regolamenti non prevedono la registrazione del motivo dell'assenza al voto del parlamentare. Non si può distinguere, pertanto, l'assenza ingiustificata da quella, ad esempio, per ragioni di salute.

Twitter @Dario_Colombo

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