Zibaldone43

29 Gennaio Gen 2014 0800 29 gennaio 2014

Non abbiamo più voglia di rivoluzioni

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Un poliziotto in assetto anti-sommossa.

Rivoluzione? No grazie. Ormai non c'è più voglia di un'ondata di proteste. Eppure di motivi per una rivolta ce ne sarebbero.
Il reddito medio è in discesa libera, i poveri sono sempre di più, i ricchi si spartiscono la maggior parte dei guadagni e la democrazia pare sempre più corrotta. Perché, allora, non c'è nessuna rivoluzione?
Tre sono le ragioni che spiegano l'immobilismo della società.
LE PAURE DEGLI OPERAI. Per prima cosa la classe operaia è paralizzata dalla paura di perdere il lavoro e il salario (pur basso) che riesce a incassare ogni mese.
I lavoratori non osano rialzare la testa come era accaduto in tempo e fa niente se il 76% degli operai usa lo stipendio per vivere, senza riuscire ad accumulare nulla per il futuro.
Inoltre, oggi chi ha un lavoro non vuole perderlo. E l'ultima cosa che si vuole rischiare è proprio quella di alzare un polverone.
I sindacati - principale mezzo di organizzazione e protezione dei lavoratori - sono stati decimati. E così il loro potere. Circa 40 anni fa, più di un terzo dei lavoratori nel settore primato aveva la tessera di un sindacato. Ora il dato è sceso al 7%.
IL SILENZIO DEGLI STUDENTI. Poi c'è il silenzio da parte degli studenti.
Per decenni sono stati loro la grande forza del cambiamento sociale e hanno giocato un ruolo attivo nel movimento dei diritti civili. Ma oggi le cose sono cambiate.
Gli studenti non paiono orientati a protestare, perché anche loro sono pieni di debiti. E lo stipendio medio per un neolaureato è calato del 10% rispetto all'inflazione.
A peggiorare le cose c'è il mercato del lavoro che non offre occasioni. E sono sempre di più quelli che restano a vivere con i genitori. Insomma, addio rivoluzionari e benvenuti bamboccioni che con mamma e papà sperano in qualche raccomandazione per trovare un posto di lavoro.
POCA FIDUCIA NELLA POLITICA. L'ultimo motivo per cui non ci sono rivolte, riguarda il debito pubblico e le ipotesi di riforme da parte della politica.
Oggi meno del 20% dei cittadini crede che il governo possa fare la cosa giusta di questi tempi: 50 anni fa era il 75%.
Difficile, allora, ottenere il consenso della gente se non crede che la politica li possa aiutare.
Insomma, ormai sono tutti così cinici - operai, studenti, cittadini - che la res pubblica pare non interessare più.

La libera traduzione e interpretazione è tratta da Why aren't we having a middle class revolt? pubblicato su Alternet.org. L'articolo si riferisce agli Usa. Ma calza a pennello pure per l'Italia.

Twitter @Dario_Colombo

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