Zibaldone43

10 Febbraio Feb 2014 1040 10 febbraio 2014

Curling, stone e ramazza conquistano Sochi 2014

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Una fase di gioco di una partita di curling a Sochi 2014 (©GettyImages).

Appassionati di curling, l'attesa è finita. Dopo quattro anni, le 'bocce del ghiaccio' sono tornate con l'Olimpiade invernale di Sochi 2014 (qui c'è il programma ufficiale): non che fossero sparite, ma si sa che con i Giochi si riscoprono passioni tenute sopite per lungo tempo.
I tifosi degli Azzurri si mettano subito il cuore in pace: l'Italia non s'è qualificata né per il torneo maschile né per quello femminile (entrambe le squadre hanno partecipato solo all'Olimpiade di Torino nel 2006 con ben poche soddisfazioni: settimi gli uomini, decime le donne).
Ma tant'è. Il curling piace a prescindere dalle nazionali che si sfidano sulla pista di ghiaccio.
AI GIOCHI GIÀ NEL 1924. Già, perché si tratta di una disciplina che coinvolge tanti spettatori da salotto. Cui, forse, questo sport ricorda così da vicino le bocce.
All'inizio fu lo stupore. Era il 1924 e il curling, disciplina si racconta già praticata nel XVI secolo, fece la sua prima apparizione all'Olimpiade di Chamonix-Mont-Blanc in Francia come evento dimostrativo. Poi nel 1998, dai Giochi invernali di Nagano in Giappone venne inserita ufficialmente nel programma olimpico. Fu deciso addirittura di ufficializzare anche i risultati dell'edizione del 1924 (per la cronaca, a vincere fu la Gran Bretagna). E in pochi anni il curling ha conquistato tutti: il Canada ci ha pure girato un film - Gli uomini con le scope - che ha incassato oltre 4 milioni di dollari.

Spazzolatori al lavoro per spianare la strada alla stone a Sochi 2014 (©GettyImages).

Apparentemente banale, in realtà, si tratta di uno sport pieno zeppo di regole. Ma non serve mica conoscerle tutte per lasciarsi coinvolgere. O per lo meno per gustarselo in tivù, visto che è straordinariamente telegenico.
Basti sapere che le stone (letteralmente pietre, per i profani le bocce invernali: hai voglia a far rotolare una palla sul ghiaccio!) devono essere lanciate verso un'area formata da quattro anelli concentrici (home). Vince chi piazza più stone nelle vicinanze del centro dell'home.
Per permettere alle pietre di scorrere fino al punto desiderato, dopo che il lanciatore ha lasciato andare il sasso (se ne tirano due a testa per un totale di otto per ogni 'mano'), entrano in gioco gli spazzolatori: due baldi giocatori che muniti di spazzoloni - dalla tivù sembrano identici a quelli per scopare il pavimento - puliscono il ghiaccio (il movimento è detto sweeping) per consentire alla stone di scivolare con più facilità verso l'home (agli albori si usavano le scope di saggina e non quelle iper tecnologiche di oggi).
GLI SPAZZOLATORI DEL GHIACCIO. Sarà la particolarità di vedere gente con la ramazza che tira a lucido il ghiaccio, sarà che sembra tutto così semplice (ci sono anche atleti con un po' di pancetta), ma vien subito voglia di cercare una superficie ghiacciata per farsi una partita.
Nonostante sembri uno sport da pensionati della neve, il curling è anche una delle poche discipline invernali in cui c'è una sfida diretta con l'avversario. Non ci sono giudici che assegnano punteggi (vedi tutto il pattinaggio), e neppure cronometri contro cui battersi (vedi tutto lo sci alpino e le discese di bob e slittino).
Nel curling il 'nemico' è a due passi: lo puoi sentire, lo puoi vedere mentre studia la strategia. E poi andarsi a pulire il ghiaccio per vincere.

Twitter @Dario_Colombo

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