Zibaldone43

17 Febbraio Feb 2014 2200 17 febbraio 2014

Inzaghi: il Milan vince con sudore e pazienza

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Filippo Inzaghi bacia la maglia del Milan.

Per un Milan che arranca, ce n'è uno che vince. E non è quello di Clarence Seedorf.
A mettere la firma sui rossoneri in trionfo è stato Pippo Inzaghi. Che dopo una vita trascorsa a vincere da giocatore, ha condotto la Primavera del Milan al suo nono successo nel Torneo di Viareggio (oltrettutto prendendosi una bella rivincita sull'Anderlecht che nel 2013 aveva messo ko i rossoneri).
Così, quello che è stato uno degli attaccanti più amati del Diavolo e che ha contribuito attivamente con i suoi 10 trofei a fare del Milan «il club più titolato al mondo», ha messo la sua firma sul primato dei campioncini rossoneri.
Che da lunedì 17 febbraio possono anche fregiarsi dello slogan di «squadra piu titolata al mondo al Torneo di Viareggio» (nell'albo d'oro la Juve insegue con otto trofei).
IL DURO LAVORO DI INZAGHI. Sul successo di Inzaghi non c'erano dubbi (anche se la partita s'è trascinata fino ai tempi supplementari): l'ex attaccante era un maniaco della perfezione da giocatore, figuriamoci da allenatore.
Perché Inzaghi, siamo sinceri, non era un attaccante dai piedi buoni. Non era Seedorf, per intenderci. Così, per colmare le sue lacune, l'attuale tecnico della Primavera del Milan lavorava come un mulo. Seguiva una dieta da monaco certosino, andava a letto con le galline e si concedeva mai una serata di spasso in discoteca come fanno, ahiloro, molti suoi nuovi colleghi.
Si faceva il mazzo, insomma. E si sa che l'impegno, prima o poi, paga sempre.
SAREBBE STATO L'UOMO GIUSTO? La vittoria del Milan di Inzaghi, ha riportato in auge anche la discussione sul tecnico della prima squadra.
A gennaio, quando fu deciso l'esonero di Massimiliano Allegri, il suo nome era in pole: poi, però, Silvio Berlusconi in persona optò per Seedorf, altro straordinario professionista.
Solo che il Milan dell'olandese, dopo un mesetto buono, non sembra troppo diverso da quello del tecnico livornese.
Inzaghi avrebbe fatto meglio? Difficile dirlo, visto che alla fine Seedorf deve fare i conti con diversi giocatori mediocri e i miracoli non ha ancora imparato a farli. Ha provato a restituire fiducia al gruppo inculcando i valori del Milan anche a gli ultimi arrivati. Solo che la memoria dei giocatori pare essere piuttosto breve.
SUPERPIPPO ASPETTA IL SUO TURNO. Con Inzaghi, di certo, tutti sarebbero stati costretti a sgobbare. Con l'olandese le cose sono diverse: d'altra parte lui è nato con i piedi buoni per davvero e pure con un fisico esplosivo. Lo stesso SuperPippo ha raccontato che quando il Milan si allenava in palestra, Seedorf faceva altro. E a chi gli chiedeva spiegazioni, alzava la maglietta, mostrava gli addominali scolpiti e domandava: «Ti sembra che abbia bisogno di fare palestra?».
Per ora Inzaghi si gode il meritato successo con la Primavera. E il fresco rifiuto di allenare il Sassuolo con relativa promozione in Serie A dimostra come l'ex attaccante voglia procedere per gradi. Un po' come ha fatto durante tutta la sua carriera di calciatore.
Che avrà ragione: Inzaghi il temporeggiatore o Seedorf il frettoloso?

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