Zibaldone43

11 Marzo Mar 2014 0800 11 marzo 2014

Parlamentari, stipendi da Casta alla faccia della crisi

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Una veduta dell'Aula di Montecitorio.

Parlamentari strapagati. E con stipendi cinque volte maggiori rispetto al salario medio dei normali cittadini. Che si traducono con una spesa annua di circa 130 milioni di euro per la sola indennità parlamentare.
A scattare l'impietosa fotografia sulle tasche di deputati e senatori è stato Quartz sui dati raccolti dal The Economist (si riferiscono al 2013 e sono stati estrapolati da varie fonti): i parlamentari italiani incassano ogni anno circa 130 mila euro lordi, che significano 4,6 volte in più di chi campa con poco più di 26 mila euro lordi annui.
L'ENORME GAP TRA STIPENDI. A stupire è il fatto che siamo uno dei Paesi al mondo con la maggiore diseguaglianza tra la Casta e i normali cittadini. Niente di nuovo (in Italia se n'è già parlato), ma a notarlo sono stati gli americani.
Si consideri, per esempio, l'Australia: da quelle parti prendono l'altissima cifra di 201,2 mila dollari all'anno (quasi 145 mila euro), ma lo stipendio medio dell'Isola è di 77.262 dollari (circa 55 mila euro). Che tradotto vuol dire che i parlamentari incassano meno del triplo del comune cittadino. Esattamente ciò che accade nella Germania cui molti spesso guardano come Paese da imitare e dove il rapporto tra gli stipendi è di 2,6.
Se poi si spostasse lo sguardo nel Regno Unito, si scoprirebbe che i parlamentari di Sua Maestà prendono appena due volte lo stipendio medio britannico (105 mila contro 50,5 mila dollari), mentre in Francia il divario si riduce a 1,9 (85.900 contro 45,5 mila dollari) che scende addirittura a 1,3 in Spagna (44 mila contro 36,6 mila dollari).
IN ITALIA 5 MILIONI DI POVERI. Il premier Matteo Renzi ha anticipato, ben prima di prendere il posto di Enrico Letta a Palazzo Chigi, di voler dare una sforbiciata ai costi del parlamento. Anche se, in realtà, il suo obiettivo è quello di riformare il Senato, trasformandolo - come da accordi con Silvio Berlusconi - in Camera delle autonomie.
Secondo il capo del governo si risparmierebbe addirittura 1 miliardo di euro. Tuttavia una formazione bipartisan di Palazzo Madama ha evidenziato che i costi del Senato sono la metà di quelli spiattellati dall'ex rottamatore.
Polemiche sulle cifre a parte, restano i dati sugli stipendi che, non che ce ne fosse bisogno, sottolinea come la Casta resti molto lontana dalla vita reale, fatta sempre più di nuovi poveri e italiani alle prese con una crisi che non dà tregua: gli ultimi dati Istat disponibili (risalgono a febbraio) indicano che nel 2012 ben 5 milioni di persone vivono in condizioni di povertà assoluta.
SEMPRE PIÙ LONTANI DALLA POLITICA. Precisando, a onore del vero, l'atteggiamento dei parlamentari del Movimento 5 stelle che cedono parte del loro stipendio mensile che finisce nel Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese (attualmente ammonta a 2,5 milioni di euro), non è dunque difficile capire perché gli italiani siano sempre più distanti dalla politica. E lo dimostrano i dati sull'assenteismo.
L'ultima tornata elettorale s'è svolta in Sardegna per l'elezione del governatore dell'Isola: a vincere è stato il partito dei non votanti arrivato al 52%. Ma non deve stupire, visto che alle politiche del 2013 si era arrivati al 24,81%: quasi il doppio rispetto al 16,4% delle stesse elezioni del 2006.
Inoltre, non si dimentichi, che la Banca centrale europea non ha lesinato pressing sull'Italia per tagliare le spese del settore pubblico. Parole al vento verrebbe da dire.
RISPARMIO DI 40 MILIONI DI EURO. Se Roma si adeguasse agli altri Paesi, per esempio alla Germania per non ledere eccessivamente le tasche dei nostri politici, significherebbe che ogni parlamentare dovrebbe ricevere 67,6 mila euro annui (lo stipendio medio degli italiani considerato da Quartz moltiplicato per il rapporto di Berlino). Con un risparmio di 62.400 euro a politico. Che moltiplicato per i 630 deputati (ammesso che il Senato sparisca per davvero) significa poco meno di 40 milioni di euro risparmiati. Una goccia nell'acqua. Ma un segnale tangibile che nella crisi si naviga tutti sulla stessa barca.

Twitter @Dario_Colombo

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