Zibaldone43

12 Agosto Ago 2014 0845 12 agosto 2014

Robin Williams, genio della comicità lascia orfani i 30-40enni

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Insegnante anticonformista, novello Peter Pan e mammo affettuoso: ecco cosa e stato Robin Williams, soprattutto per la generazione degli attuali 30-40enni, quella cresciuta a pane e cinema quando ancora non c'erano tutte le serie televisive da divorare sul piccolo schermo di questi tempi.
Attore eclettico e dalla risata contagiosa, il piccolo folletto americano con origini europee (sia da parte di padre sia da parte di madre) morto in circostanze misteriose l'11 agosto 2014 era arrivato al vero successo negli Anni 80-90, iniziando a vestire i panni del professore che tutti vorrebbero; quello che fa strappare i libri di testo e insegna a studiare tirando calci al pallone. E per il quale tutti - o quasi - sarebbero pronti a farsi espellere dalla scuola, ripetendo all'unisono il tormentone «Capitano, mio capitano» che ha poi reso celebre L'attimo fuggente. E immortale Williams.

  • Una scena de L'attimo fuggente.

Non che prima l'attore nato a Chicago nel 1951 fosse un emerito sconosciuto. Un altro tormentone, «Na-no-na-no» della serie televisiva Mork & Mindy - spin off di Happy days, altro cult degli Anni 70-80 - gli aveva già regalato sprazzi di successo: difficile per gli adolescenti dell'epoca non aver voluto bene al simpatico alieno che salutava allargando le dita della mano.

  • La sigla di Mork & Mindy.

Ma sono stati i film a lanciare nell'olimpo degli indimenticabili Williams, che in carriera ha pure vinto un premio Oscar (1998). Non per il ruolo di insegnante sui generis che predicava agli alunni il carpe diem, (quel «cogli l'attimo» del poeta romano Orazio) ma per quello di psichiatra in Will Hunting, pellicola che ha fatto la fortuna anche di un giovanissimo Matt Damon.
Prima, però, per Williams c'erano stati anche altri film di successo: da Good morning Vietnam a Hook capitan Uncino, passando per La leggenda del re pescatore e Jumanji, giusto per citare qualcuno degli oltre 50 film realizzati, dove spesso era libero di improvvisare senza doversi attenere al testo ufficiale della pellicola.

  • Il 'buongiorno' di Williams in Good morning Vietnam.

Sceglieva sempre parti 'umane' Williams. Se in Mrs Doubtfire è un padre separato che s'inventa tata dei suoi stessi figli per riuscire a vederli, in Patch Adams veste i panni del medico e attivista americano che faceva riscoprire l'umorismo a orfani e ammalati travestendosi da clown e girando per le corsie degli ospedali.
Sperimentatore dello humor - è stato considerato uno dei più grandi umoristi stand-up della storia del cinema Usa - recentemente ha partecipato ai film della serie Una notte al museo (il terzo capitolo esce a dicembre Oltreoceano e a febbraio 2015 in Italia) ed è stato il presidente Dwight Eisenhower in The Butler, un maggiordomo alla Casa Bianca.
Difficile pensare che ora Williams non ci sia più. Ci mancherà, soprattutto per noi abituati da sempre a vederlo sullo schermo. Non subito, però: la televisione ha già programmato qualche suo film per non farcelo dimenticare. Ma tra un paio di giorni dovremo lasciarlo andare sul serio.

Twitter @Dario_Colombo