Zibaldone43

22 Agosto Ago 2014 0700 22 agosto 2014

Balotelli al Liverpool: 5 motivi per cui il Milan lo rimpiangerà

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Goleador prolifico e capace di decidere le partite una volta su cinque. E con un cartellino che non s'è svalutato neppure dopo una stagione deludente e un Mondiale da dimenticare. Ecco cos'è stato Mario Balotelli per il Milan, club che l'ha fortemente voluto a gennaio 2013 e che dopo neppure 600 giorni l'ha ceduto al Liverpool.
Ma chi ha fatto l'affare? Anche se molti tifosi del Diavolo non l'hanno mai sopportato, i numeri di SuperMario certificano quanto sia stato importante per i rossoneri. Che saranno pure più ricchi di 20 milioni, ma hanno perso un gioiello raro.
Ecco cinque motivi per cui il Milan avrebbe fatto meglio a tenersi stretto Balotelli.

1. Ha segnato 30 gol in 54 gare tra Serie A e coppe

Accusato di non segnare abbastanza, Balotelli in realtà ha avuto una media di 0,55 gol a partita. Insomma, una volta su due è andato in gol, visto che ne ha firmati 30 su 54 partite. Ciro Immobile, giusto per fare un esempio, nella stagione 2013-14 ha avuto una media di 0,67 gol (ne ha fatti 23 su 32 match).
Nella sola stagione 2012-13, quando ha giocato solo il girone di ritorno, Balotelli ha segnato 12 reti su 13 gare, in pratica una media di 0,92 gol a incontro.
Se poi volessimo considerare la Nazionale, capitolo dolente per SuperMario, non ci si dimentichi dei suoi 13 centri in 33 partite. Un bottino niente male, se si pensa che alle sue spalle c'è gente come Antonio Di Natale (11 gol su 42 gare) Gianfranco Zola (10 su 35) e Francesco Totti (9 su 58).

2. Decisivo in quasi il 20% delle partite che ha giocato

Balotelli è stato decisivo 10 volte su 54 partite giocate tra Serie A, Champions league e Coppa Italia.
In sette occasioni una sua rete ha consentito al Milan di vincere (nella mezza stagione 2012-13 con Udinese, Parma, Palermo, Torino; nella stagione 2013-14 con Verona, Bologna e Ajax), mentre tre volte il suo gol ha permesso ai rossoneri di pareggiare (nella mezza stagione 2012-13 con il Cagliari; nella stagione 2013-14 con Torino, Livorno).
Significa che l'attaccante è stato fondamentale in quasi il 20% delle gare giocate. Che tradotto vuol dire che una partita su cinque il Milan ha benedetto la presenza di Balotelli.

3. Il cartellino non s'è svalutato nonostante le accuse di flop

Quando il 31 gennaio 2013 Balotelli venne acquistato dal Milan, i rossoneri versarono al Manchester City 20 milioni di euro (più 3 milioni di bonus), mentre all'attaccante furono riservati circa 4 milioni di euro a stagione.
Meno di due anni dopo e una montagna di polemiche che ha investito SuperMario, Balo è stato ceduto dal Diavolo proprio per 20 milioni di euro e il giocatore s'è assicurato un contratto quadriennale da 5,8 milioni di euro all'anno. L'attaccante non s'è dunque svalutato (per il sito Transfermarkt vale all'incirca 27 milioni di euro): se fosse stato davvero il flop di cui molti hanno parlato, il suo cartellino sarebbe costato molto meno della cifra pagata dai rossoneri.

4. Meglio un bomber oggi che un allenatore domani

Dietro la cessione di Balotelli c'è pure lo zampino di Filippo Inzaghi. Tra i due non è scattato il feeling, dicono i beniformati delle vicende di Milanello. La società alla fine ha deciso di dare fiducia al neotecnico, all'esordio in Serie A. In passato c'erano state altre occasioni in cui il Milan s'era ritrovato a scegliere tra un attaccante e un allenatore: all'epoca di Marco Van Basten e Arrigo Sacchi, fu scelto il Cigno di Utrecht. Oggi è stato preferito SuperPippo a SuperMario.
Forse il presidente Silvio Berlusconi, che in quasi 20 anni con il Diavolo non ha mai lesinato suggerimenti ai suoi tecnici, avrebbe dovuto spiegare che se c'è un unico fuoriclasse in rosa è meglio costuirgli attorno la squadra piuttosto che escluderlo preferendo uno schema a lui poco congeniale.

5. Balotellate? Colpa (anche) dei troppi falli subiti

Balotelli s'è reso famoso anche per i suoi scivoloni soprattutto extracalcistici. Presto ribattezzate 'balotellate'.
Quando è arrivato al Milan i tifosi erano certi che con il Diavolo, squadra tifata dall'attaccante sin da quando era bambino, SuperMario avrebbe messo la testa a posto. Al di là di qualche episodio, s'è comportato da professionista.
Certo, s'è messo a litigare con Giancarlo Marocchi in un post partita dimostrando la sua arroganza e ha perso la bussola in Milan-Napoli (durante la gara aveva sbagliato un rigore dopo averne segnati 20 consecutivi) beccandosi tre giornate.
Ma bisogna pur cercare di capirlo. Ad aprile 2013, la società di statistiche Opta ha certificato che Balotelli era il giocatore che aveva subito più falli nei cinque maggiori campionati europei. Non sarà stato uno stinco di santo, però aveva qualche motivo per essere nervoso.

Twitter @Dario_Colombo