Zibaldone43

18 Gennaio Gen 2015 1200 18 gennaio 2015

Primarie Pd Liguria, io sto con Cofferati

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Sergio Cofferati.

Il Partito democratico ha bisogno di eroi. E di vittime sacrificali.
L’ultima in ordine di tempo è Sergio Cofferati, l’eurodeputato democrat già guardato male per la scelta di abbandonare Strasburgo per diventare governatore della Liguria (Alessandra Moretti, ex bersaniana poi, avendo capito dove girasse il vento, diventata d’improvviso fedelissima di Matteo Renzi, ha fatto lo stesso in Veneto ma nessuno s’è scandalizzato).
SCONTRO ALLE PRIMARIE. Alle primarie, però, l’ex leader della Cgil è stato battuto dalla rivale Raffaella Paita, assessore della Liguria che vanta il sostegno del governatore Claudio Burlando e pure di partiti come il Nuovo centrodestra: se gli alfaniani possono allearsi con il Pd a livello nazionale sembra giusto che lo facciano anche a livello regionale, alla faccia della «fine degli inciuci» di cui si parla tra i democrat.
IRREGOLARITÀ NEL VOTO. Peccato che sui 54 mila voti delle primarie liguri, i garanti del Pd ne abbiano annullati 4 mila per «irregolarità» (non sono considerate «gravi», tuttavia restano pur sempre preferenze irregolari). Ma per il partito democrat, i brogli non hanno inficiato il risultato che ha premiato Paita (29 mila voti) la quale ha superato nettamente Cofferati (25 mila). Quest'ultimo ha, però, chiesto l’intervento del Pd evidenziando come ai seggi fossero apparsi elettori lontani dal centrosinistra e che, a suo dire, fossero addirittura pedine di uno schema che puntava a farlo fuori.
RENZI TACE: VINCE PAITA. Nonostante il ministro della Giustizia Andrea Orlando si sia schierato con l’ex leader della Cgil ricordando come le primarie di Napoli siano state annullate da Pier Luigi Bersani proprio per «invasione di campo» di elementi esterni al centrosinistra (le irregolarità erano in numero di gran lunga inferiore rispetto al nuovo caso), Renzi non è intervenuto nella vicenda. Anzi, il premier ha considerato valido il voto e incoronato Paita come il candidato ufficiale del centrosinistra in Liguria. E Cofferati, a quel punto, ha salutato quel Pd che nel 2007 ha contribuito a fondare (resta però europarlamentare: «Non sono stato eletto dal Pd, ma dai cittadini e a loro rispondo», ha fatto sapere l’ex sindacalista).
CIRCO MASSIMO, REMEMBER? Fin qui la storia, che ben si può considerare come l’ennesimo episodio di harakiri piddino che finalmente è riuscito a sbarazzarsi di quel politico che, a un certo punto della storia, sembrava il prescelto per riportare in auge la sinistra.
Il Cofferati snobbato dal premier che si vanta di aver ottenuto il 42% dei voti alle europee 2014 e che considera «incomprensibile» la scelta dell’eurodeputato di uscire dal partito (di fatto l'ex rottamatore ha snobbato l’ex leader della Cgil) è lo stesso che nel 2002 portò al Circo Massimo quasi 1 milione di persone - il sindacato ha sempre parlato di 3 milioni di presenze - per manifestare contro l'articolo 18 (casualmente quello abolito dall'ex sindaco di Firenze) in una delle maggiori mobilitazioni italiane dal Dopoguerra.
DA BOLOGNA ALL'UE. Come nella straordinaria tradizione di cantonate del centrosinistra, all'epoca Cofferati, invece di diventare il leader del partito (allora c’erano i Democratici di sinistra), nel 2004 fu piazzato a fare il sindaco di Bologna: tra i compagni, infatti, non c’era l’abitudine di 'rottamare' i ‘nemici’, si preferiva trovare loro un impiego lontano dalle attenzioni mediatiche.
Dopo l’esperienza come primo cittadino, l’ex sindacalista - ancora ‘pericoloso’ per i vertici del partito che nel frattempo era diventato Pd - venne scelto come capolista per le Europee del 2009 e nel 2014 è stato rieletto a Strasburgo per la serenità dei suoi ultimi nemici dentro al partito.
ENNESIMO ROTTAMATO. Finché Cofferati non ha scelto di correre per la presidenza della Liguria, dove è successo quello che sappiamo.
Ora, alla luce dei voti regolari è pur vero che l’ex sindacalista ha perso il confronto con Paita, ma uno come Cofferati non merita certo il trattamento che i democrat gli hanno riservato: forse è arrivato il momento che si faccia da parte, ma per dimostrare che non c’è più spazio per lui serve batterlo con argomenti politici senza ricorrere a «irregolarità».
Se così fosse successo, l’ex Cgil non avrebbe avuto problemi a lasciare campo libero: sarebbe tornato a leggere i suoi amati Tex. Ma silurarlo come s'è visto, è un insulto a lui, alla folla del Circo Massimo del 2002 e ai suoi 120 mila sostenitori che nel 2014 hanno scritto il suo nome alle Europee. È così che Renzi vuole liberarci di quelli che considera i 'dinosauri' della politica?

Twitter @Dario_Colombo