Zibaldone43

15 Marzo Mar 2015 0940 15 marzo 2015

Formula 1, 10 cose che ha insegnato il Gp d'Australia

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Sebastian Vettel dopo la gara del Gp d'Australia: al suo debutto con la Ferrari, il tedesco è già salito sul podio.

Pronti via e la Formula 1 versione 2015 sembra l'esatta copia di quella 2014. La Mercedes è ancora davanti a tutti e gli sfidanti sono indietro a inseguire (da lontano).
Il primo Gran premio del campionato non ha riservato grandi sorprese: alla fine in Australia è finito tutto come pronosticato, con Lewis Hamilton primo e Nico Rosberg alle sue spalle. Ma la Ferrari made in Marchionne finalmente ha dato segni di vita strappando un terzo posto con il debuttante del Cavallino Sebastian Vettel.
Ecco 10 cose che ha insegnato la gara di Melbourne.

1. La Mercedes è di un altro Pianeta

Che la Mercedes fosse la scuderia da battere si sapeva. Così come era noto che avrebbe portato a casa un'altra doppietta. La cosa impressionante è che il team tedesco, per ora, non sembra avere rivali. Certo, in questa stagione si possono sviluppare i motori, ma se la Mercedes non rallenta sarà dura che qualcuno le stia alle costole.

2. Vettel ha fatto meglio di Schumacher

Il paragone tra Vettel e Michael Schumacher era scontato. Che l'ex della Red Bull facesse meglio del Kaiser, però, lo era meno.
L'ultimo arrivato nella Rossa è, infatti, riuscito nell'impresa conquistando il terzo posto dopo una lunga lotta con Felipe Massa, superato solo in fase di pit stop. Per Vettel è un inizio strepitoso (Schumi alla prima col Cavallino fu costretto al ritiro) anche perché, a tratti, ha tenuto il passo delle Mercedes (che forse pensavano di essere rimaste sole in pista). E poi il primo messaggio del quattro volte campione del mondo alla radio dopo aver tagliato il traguardo è stato in italiano (Schumacher ci ha messo anni per imparare due parole in croce nella nostra lingua). I tifosi della Rossa hanno apprezzato.

3. Tra Vettel e Raikkonen è sfida vera

Chi pensava che Vettel e Raikkonen non si sarebbero dati battaglia in pista si sbagliava di grosso. È bastata una manciata di secondi per capire che i due piloti non hanno intenzione di frenare per favorirsi a vicenda. E così alla prima curva dell'Albert Park, il tedesco e il finlandese hanno fatto a sportellate: Vettel ha avuto la meglio, Raikkonen ha perso posizioni per poi tirare fuori la grinta e arrivare a un passo dal quarto posto. Ecco, la rivalità in casa Ferrari fa solo bene.

4. I meccanici della Ferrari sono in affanno

Una volta i meccanici della Ferrari erano i migliori del paddock. Non che ora siano diventati i peggiori, però sembrano lontani dalla splendida forma di un tempo. Problemi con Raikkonen a parte (inconveniente al dado della ruota posteriore sinistra che è costato il ritiro al finlandese), i pit stop del Cavallino sono più lenti di quelli della Mercedes. In uno sport dove contano i decimi di secondo, la Rossa non può permettersi distrazioni.

5. Con Arrivabene non si scherza

Che il team principal della Ferrari Maurizio Arrivabene sia un sergente di ferro lo si è capito subito dopo il primo pit stop di Raikkonen, quando il finlandese ha avuto i primi problemi alla ruota. Subito il boss della scuderia del Cavallino ha lasciato il muretto facendo irruzione nei box per avere chiarimenti su quanto accaduto.
Poi a fine gara, invece di sprizzare di gioia per il podio di Vettel, aveva l'aria affranta per l'uscita di scena dell'altro pilota e per non aver portato al traguardo due macchine. Se Arrivabene non s'accontenta, vuol dire che la Ferrari ha finalmente trovato il suo condottiero (l'ex ferrarista Luca Badoer lo diceva che è uno con le «controppalle»).

6. La Williams è la rivale della Ferrari

Il Gp d'Australia ha insegnato che con una Mercedes ancora distante, la Ferrari se la deve vedere con la Williams che a Melbourne ha schierato solo Massa (Valtteri Bottas era ko per problemi alla schiena).
Il brasiliano ha tenuto testa a Vettel e solo la strategia dei pit stop della Rossa ha consentito al tedesco di salire sul podio. Con due piloti in pista, la Williams può dare davvero fastidio al Cavallino.

7. McLaren non pervenuta

Vedere la McLaren arrivare in ultima posizione dopo aver girato praticamente per tutta la gara in fondo al gruppo ed essersi qualificata con il 17esimo e 18esimo tempo è imbarazzante. Il team motorizzato Honda aveva promesso di rivoluzionare la Formula 1, invece in pista s'è vista una macchina lenta nonostante la buona volontà di Jenson Button. Peggio è andata all'altro pilota Kevin Magnussen che non è nemmeno riuscito a posizionarsi sulla griglia di partenza per problemi tecnici.
Fernando Alonso, fuori per infortunio, deve aver maledetto il giorno in cui ha deciso di lasciare la Ferrari. E non solo per il misterioso incidente che gli ha fatto saltare il primo Gp stagionale.

8. Sorpassi, questi sconosciuti

Diciamolo subito, i sorpassi all'Albert Park ci sono stati. Ma solo nelle posizioni di retrovia. E nessuno al cardiopalmo. Davanti, l'unico soprasso degno di nota è stato quello di Vettel su Massa, peccato solo che sia avvenuto grazie alla sosta ai box.
Raikkonen, certo, ha battagliato per stare dietro alla Williams del brasiliano recuperando le posizioni perse in partenza. Ma i sorpassi che avvicinano il pubblico alla Formula 1 sono quelli per il primo posto. E quelli, a oggi, sono riservati ai due della Mercedes che se non si danno battaglia, rischiano di far addormentare gli appassionati davanti alla televisione.

9. I motori del Cavallino funzionano

La conferma che quelli della Ferrari sono ottimi motori è arrivata, oltre che dalle due macchine della Rossa, dalla Sauber, che insieme con Mercedes e Force India, è riuscita a portare fino alla traguardo entrambe le vetture. Quasi un'impresa per la scuderia svizzera che aveva iniziato con intoppi legali il weekend australiano.
Alla fine, però, il propulsore del Cavallino ha fatto la sua parte. E in classifica costruttori la Sauber è addirittura terza dietro Mercedes e Ferrari.

10. I debuttanti danno filo da torcere

Il miglior debuttante della stagione 2015 è di certo Felipe Nasr che ha piazzato la sua Sauber in quinta posizione dopo essere partito dall'11esimo posto. Anche Carlo Sainz Jr, però, ha fatto la sua parte con la Toro Rosso (nono al traguardo). E pure il 17enne Max Verstappen, il più giovane debuttante di Formula 1, non ha demeritato ed è stato fermato solo da un problema al motore al 32esimo giro.
Per essere alla loro prima apparizione, c'è da ben sperare per il futuro. Loro e del Circus.

Twitter @Dario_Colombo

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