Zibaldone43

30 Luglio Lug 2015 0900 30 luglio 2015

Expo 2015, 10 cose che ho imparato dall'Esposizione universale

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Sono passati (quasi) tre mesi dall’apertura di Expo 2015. E il giro di boa dell’Esposizione universale è la prima occasione per fare un bilancio della kermesse internazionale.
Ecco 10 cose che ho imparato vivendo ogni giorno nel sito.

Twitter @Dario_Colombo

1. Mangiare meno, mangiare meglio


Slow Food, presente in Expo 2015 con un padiglione ben defilato dal resto della manifestazione, è il vero cuore dell’Esposizione universale, almeno per quanto riguarda i contenuti.
Proprio dall’associazione fondata da Carlin Petrini è arrivato il messaggio più profondo sul tema della nutrizione: mangiare meno, mangiare meglio. Che tradotto significa: è inutile rimpinzarci di cibo, meglio nutrirsi per quanto abbiamo davvero bisogno e possibilmente scegliere con attenzione i prodotti che ingeriamo.
Insomma, diamo un’occhiata al carrello della spesa e cerchiamo di capire da dove viene la roba che portiamo in tavola. Per una volta essere pignoli è quello che ci vuole.

2. I soldati di Expo 2015 non sudano


Parte della sicurezza della kermesse è assicurata dall’esercito. I soldati si aggirano lungo il perimetro dell’Esposizione universale, costretti a estenuanti ronde sotto il sole rovente ed equipaggiati di tutto punto, senza mai trovare refrigerio in un locale climatizzato. Va bene l’addestramento, ma con 40 gradi all’ombra questi uomini (e donne) sono già degli eroi per il solo presentarsi al lavoro ogni giorno. Eppure i soldati non sembrano soffrire particolarmente. Io, in maniche di camicia, boccheggio. Che siano cyborg?

3. Sala studia da sindaco di Milano


Per il momento il commissario unico di Expo 2015 Giuseppe Sala preferisce non parlarne e forse scioglierà la riserva a fine Esposizione universale. Eppure sono in tanti a puntare su di lui come candidato sindaco di Milano per il post Pisapia.
In attesa della decisione di Sala, il manager si comporta come un vero politico: è onnipresente a tutti gli eventi della kermesse (forse esistono dei cloni perché si materializza da una parte all’altra del sito in pochi minuti) e si fa ritrarre con tutti i vip che passano da Expo 2015. Poi smorza le polemiche, risponde a tutte le domande, non si sottrae mai alle telecamere e non lesina sorrisi. Ancora tre mesi e forse punterà a Palazzo Chigi.
Vista la sua passione per i social, se sparasse un #Matteostaitranquillo, Renzi dovrebbe iniziare ad aver seriamente paura.

4. Non è vero che mangiare in Expo 2015 è caro


Dopo tre mesi si può ufficialmente sfatare il mito che i ristoranti di Expo 2015 sono cari. Certo, ci sono locali in cui non si mangia con 5 euro, però esistono posti in cui basta pure meno per un pasto degno di questo nome.
Per esempio basta fermarsi alla Coop: nella piazza che ospita il supermercato del futuro, c'è lo spazio Coop&go che offre piatti caldi a partire da 3 euro che si possono consumare comodamente seduti al tavolino sotto gli ombrelloni. Non è un ristorante stellato, ma almeno il portafoglio è salvo.
Poi come dimenticare tutte le degustazioni della kermesse? Quindi, armatevi di pazienza e cercatevi le informazioni sui vari cooking show: qualcosa da scroccare la si trova sempre.

5. I numeri di biglietti e accessi li sapremo solo a novembre


Dopo 3 mesi di Expo 2015, la bagarre sul numero di biglietti venduti e di accessi al sito è ancora un mistero. Secondo la società che gestisce l'Esposizione universale, a metà luglio sono stati venduti circa 9 milioni di tagliandi. L'obiettivo di 24 milioni di biglietti a fine Expo 2015, dunque, è un traguardo irrealizzabile e Sala ha già abbassato l'asticella a 20 milioni.
Eppure i numeri del commissario unico non hanno convinto tutti. Anche perché il vero mistero riguarda i visitatori: Expo 2015 Spa s'è giustificata sostenendo che il gran caldo ha fatto andare in tilt i tornelli, disattivati anche per far defluire più rapidamente le code. Peccato che la società proprietaria della strumentazione di accesso ha negato qualsiasi malfunzionamento. Dunque la domanda è: perché una società pubblica - Expo 2015 Spa - non comunica i dati reali?

6. I parcheggi 'abusivi' (e gratuiti) sono stati scoperti


Premesso che per arrivare in Expo 2015 il mezzo migliore è il treno - la metro è leggermente più distante dall'entrata - molti visitatori hanno scoperto i parcheggi gratuiti nei pressi di uno degli ingressi del sito. E così noi, poveri lavoratori costretti a raggiungere l'Esposizione universale ogni giorno, facciamo sempre più fatica a trovare parcheggio.
Dopo le 15 si assiste al parcheggio selvaggio con buona pace della viabilità. Resta solo da capire quando le migliaia di agenti della polizia municipale precettati per la kermesse vorranno dare sfogo al loro istinto di giustizia riempiendo tutte le auto di multe.

7. La Sicilia è l'unica Regione ad avere due stand


Se non ci fosse la Sicilia nel Cluster del bio-mediterraneo, questo spazio sarebbe un mortorio. E fa niente se l'Isola è l'unica Regione d'Italia ad avere due stand in Expo 2015 (l'altro, quello ufficiale, è nel Padiglione Italia che si sviluppa lungo il Cardo).
Il Cluster dei Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum è animato proprio dalla Sicilia, con canti, balli, degustazioni, conferenze, cooking show dalla mattina alla sera. Qui non ci si annoia mai. Alla faccia degli altri padiglioni che, a differenza della Regione, rappresentano degli Stati, come la Grecia, l'Egitto e l'Albania. Una rivincita della Sicilia che si conferma centro del Mediterraneo e non solo come terra d'approdo di disperati.

8. Ogni Padiglione svela la biodiversità (anche culturale)


Siamo onesti: non tutti i 140 Paesi che partecipano a Expo 2015 hanno declinato il tema della nutrizione. Ci sono Stati che ne hanno approfittato per farsi una bella pubblicità, riempiendo il proprio stand di qualsiasi cosa tranne che di cibo o innovazioni legati a quest'ultimo. Si passa così da spazi come quello di Slow Food ricco di contenuti (ma pure Belgio e Gran Bretagna, giusto per citarne due a caso) ad altri come quello dell'Uruguay in cui c'è appena una sala cinema (molto innovativa) che però di nutrizione sa ben poco.
È anche vero che se tutti avessero seguito i progetti di Slow Food - erano tra i promotori di Expo 2015 - la kermesse avrebbe mostrato un lato falsato della realtà: il mondo non è tutto uguale. Anche questa è biodiversità. Basta esserne coscienti. E non farsi abbindolare dai cinema 4D.

9. L'acqua è un diritto di tutti. E in Expo 2015 è gratis


Disseminate per tutta Expo 2015 ci sono una ventina di torrette dell'acqua che distribuiscono gratuitamente l'oro blu (liscio o gassato). Basta ricordarsi di portare con sé una borraccia o - al massimo - una bottiglietta vuota e riempirla alla bisogna in una delle torrette.
In tre mesi solo un distributore dell'acqua s'è bloccato per qualche ora: ma poco importa, basta fare 100 metri per trovare un'altra fonte. Inutile quindi acquistare l'acqua minerale (che costa dagli 1,5 ai 2 euro): l'oro blu è gratis per tutti. Basta avere cura di non sprecarlo e saremo tutti dissetati. Almeno per il momento.

10. Gli insetti sono il cibo del futuro (per fortuna vivo nel presente)


Partiamo dalla premessa: in Italia consumare, commercializzare e produrre piatti a base di insetti è vietato dalla legge. Quindi si mettano il cuore in pace i buongustai di cavallette e vermi: da Expo 2015, salvo qualche sporadica apparizione, gli insetti saranno tenuti ben alla larga (l'Olanda ha provato a farli assaggiare, ma l'Asl ha poi bloccato i cooking show). Eppure l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao) ha stimato che oggi ben 2 miliardi di persone si nutrono di insetti che, a quanto sembra, sono ricchi di proteine e il cui allevamento richiede un minimo utilizzo di risorse.
Che poi, a pensarci bene, che differenza c'è tra spaccare le chele di una granseola e succhiarne la polpa dal fare la stessa cosa con un ragno gigante tanto apprezzato da alcune popolazioni?
Quindi, rassegniamoci: nel futuro mangeremo insetti. O meglio, li mangeranno gli animali da allevamento. E quindi di conseguenza anche tutti gli onnivori. Si salveranno solo vegani e vegetariani.