20 Febbraio Feb 2017 1747 20 febbraio 2017

Come faccio a far affezionare il mio gatto a me

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Denominato “felis catus”, il gatto è un mammifero carnivoro che ama l’indipendenza. Ogni esemplare però ha peculiarità specifiche, qualità, difetti ed esigenze differenti, che si potranno scoprire solo nel corso della reciproca conoscenza. Un gatto di poche settimane (2-7) si affezionerà più facilmente a un nuovo padrone, mentre un gatto più anziano, magari selvatico richiederà più tempo e pazienza. In ogni caso la convivenza richiederà attenzione e impegno.

Affrontare la nuova convivenza

Per il primo periodo è importante sistemare il felino in una stanza della casa tranquilla, come la camera da letto, di modo che possa ambientarsi con calma, magari abituandosi all’odore dei suoi padroni. È necessario naturalmente provvedere a fornirlo di acqua, sfamarlo (2 volte al giorno) possibilmente sempre allo stesso orario, dotarlo di lettiera (premurandosi di mantenerla sempre pulita) e se possibile garantirgli l’accesso a un tiragraffi e a un giaciglio collocato in alto.

Consolidare il rapporto

Dopo un primo periodo di assestamento si potrà provvedere a permettergli di spostarsi anche nel resto dell’abitazione, avendo cura di chiudere eventuali sportelli che potrebbero incuriosirlo e metterlo in pericolo. Per quanto riguarda l’approccio diretto è consigliabile lasciare che sia lui ad avvicinarsi, e ricordarsi che non bisogna mai imporgli la propria presenza, né certamente urlargli contro; meglio abituarlo alle carezze (gradite soprattutto sotto al collo, sul pancino, o subito prima l’inizio della coda) gradualmente, ed eventualmente ricompensarlo con piccoli bocconcini prelibati. Un modo efficace per consolidare il rapporto con il proprio gatto è coinvolgerlo in giochi che animino la sua curiosità: agitando ad esempio nella sua direzione il filo di un cordino.

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