17 Marzo Mar 2017 1129 17 marzo 2017

Perchè si chiama faraona

  • ...

La faraona mitrata più nota come gallina faraona (Numida meleagris) è un uccello galliforme della famiglia dei Numididi, diffuso allo stato selvatico soprattutto nell'Africa settentrionale. Molto conosciuto dai Romani e dagli Egizi, l’animale ha preso il nome italiano da questi ultimi. In Europa si estingue agli albori dell’era cristiana per poi ricomparire nel ‘400 grazie ai navigatori portoghesi che ne importarono degli esemplari dalla Guinea. Non a caso il suo nome inglese è “Guinea fowl”. La faraona si può distinguere in diverse livree e per la prelibatezza delle sue carni, è stato importato in Europa, Medio oriente e nelle Americhe, dove è stato introdotto sia come animale da allevamento, sia, in misura minore, come selvaggina. La faraona infatti si adatta a quasi tutti gli ambienti, sia in Africa sia nei paesi in cui è stata importata, e si incontra sia nelle foreste sia nelle praterie, sia nelle steppe, nelle boscaglie come nelle zone semidesertiche.

Una ricetta classica

Ecco come realizzare una ricetta base per cucinare la faraona. Innanzi tutto è consigliabile acquistare l’animale in macelleria già privo delle piume, della testa, delle zampe e delle interiora. Il nostro compito sarà quindi solo quello di dividere il corpo in pezzi. Poi si passa a marinare i pezzi in una ciotola con una cipolla, un gambo di sedano e una carota a pezzetti, un rametto di rosmarino, salvia, 1spicchio d’aglio e un bicchiere di vino bianco. A questo punto si scolano i pezzi e rosolano in una casseruola. Si aggiunge infine il vino e le verdure della marinata e si cuoce per 1 ora bagnando con poco brodo e salando. A fine cottura di tolgono i pezzi dalla casseruola e si versa nella stessa 200ml di panna e un altro po’ di brodo in modo da formare una salsa. Servire la faraona con la salsa calda.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati