10 Aprile Apr 2017 1207 10 aprile 2017

Cosa fare se il canarino perde le piume

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Gli uccelli tenuti in cattività sono animali che a differenza di altre creature domestiche, come i cani e i gatti, hanno difficoltà a esprimere il loro malessere. Sono anche esseri viventi fragili e per questo facilmente sottoposti a malattie. È quindi importante, da parte dei proprietari, prestare la massima attenzione ai segnali che possono indicare un disagio. Un canarino sano si muove in modo agile e scattante, un segnale d’allarme è quindi la scarsa mobilità o un movimento compulsivo avanti e indietro nella gabbia. Un altro aspetto importante è l’alimentazione: se il canarino sta bene si nutrirà spesso. Ma ciò a cui dovremmo prestare maggiore attenzione è l’aspetto: le piume dovrebbero essere lisce e lucide, non arruffate, il ventre rosato e gli occhi lucidi, non offuscati.

La falsa muta

Una delle malattie più comuni è la “falsa muta” caratterizzata dalla perdita del piumaggio. Il canarino sano presenterà una naturale caduta delle piume distinta in due momenti precisi: una 1° muta (che si verifica prima della primavera ed è solo parziale), e una 2° muta completa (che avviene nella tarda estate). In questo periodo la vita dell’uccello è piuttosto delicata, essendo il suo organismo sottoposto a uno sforzo particolare, tale sforzo, però è fisiologico, non è una malattia. Se invece l’animale perde le piume in momenti differenti da questi si può trattare di un malanno determinato dall’alimentazione inadeguata o dalla permanenza in ambienti anti-igienici o da raffreddamento. E’ importante allora collocare gli uccelli malati in ambienti salubri e spaziosi fornendo ai volatili un’alimentazione ricca di verdure, minerali, vitamine (soprattutto B) e pastoncino all’uovo.

L’acariasi deplumante

Un’altra malattia caratterizzata dalla perdita delle piume è l’”acariasi deplumante”. Questa malattia presenta gli stessi sintomi della “falsa muta”, in più i soggetti colpiti da tale male mostrano di soffrire di prurito. La soluzione principale è quella di vaporizzare gli uccelli con specifico insetticida per uso ornitologico. Se invece la pelle presenta croste squamose i soggetti possono essere affetti da “favo”. La cura consiste nello spennellare le zone interessare con una soluzione acquosa di formalina al 5% o con della glicerina ionica. Tutte le procedure indicate non vanno mai prese di propria iniziativa ma sempre sotto controllo veterinario.

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