17 Maggio Mag 2017 0830 17 maggio 2017

Regole per gatti in condominio

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Secondo le ultime norme in materia di condominio, gli animali domestici come i gatti sono da ritenere, a tutti gli effetti, parte integrante della famiglia, e non possono esserci regolamenti che vietano il possesso dei nostri adorati amici (possono essere invece presenti nel contratto di affitto, ovviamente). Ci sono però altre questioni, spesso spinose, che riguardano come comportarsi quando qualche vicino mal tollera ad esempio il transito negli parti comuni di un felino più indipendente del solito, spesso anche con motivazioni serie (ad esempio un’allergia al pelo), oppure con le colonie feline di condominio.

Prima di tutto il buonsenso

Posto che, prima delle regole, il rispetto reciproco dovrebbe essere fondamentale (e quindi cercare di limitare il più possibile il contatto del nostro micio con i vicini che non lo gradiscono, e da parte dei vicini essere almeno un po’ tolleranti), ci sono casi in cui si può davvero arrivare ai “ferri corti” con altri condomini per via di un animale domestico. Se il gatto ha un carattere aggressivo, deve essere cura del padrone evitare la fuga dell’animale, per sua natura molto indipendente.

Quando ricorrere alla legge

In caso di danni, rumori molesti o scarsa igiene causati dall’animale, è possibile fare ricorso al Giudice di Pace, che provvederà a far verificare dal personale competente (come Asl o Vigili del fuoco) la situazione effettiva. Allo stesso tempo, se vediamo che il gatto di un vicino è segregato sul balcone o sul terrazzo senza il necessario accesso all’appartamento, è possibile effettuare una denuncia come reato di omessa custodia.

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