8 Marzo Mar 2017 1157 08 marzo 2017

Come farsi operare all'estero

  • ...

Un tempo si pensava che solo i ricchi potessero andare a curarsi all’estero. Così come in Italia chi “poteva” andava a curarsi nelle regioni del Nord. I problemi relativi alla malasanità italiana sono tutt’ora da risolvere ma con il tempo si è cercato di realizzare una sorta di equilibrio al livello europeo. Un modo per cercare di rendere tutti i pazienti dell’Unione il più possibile uguali fra loro.

La direttiva Eu 2011/24

Tra l’ottobre e il dicembre 2013 è entrata in vigore la direttiva europea 2011/24 che dà indicazioni e scadenze uguali per tutti gli Stati e che renderà possibile far viaggiare i pazienti con le stesse procedure amministrative, le stesse tariffe e un universale riconoscimento delle prescrizioni mediche.

La direttiva permetterà a un tedesco di curarsi in Italia e a un italiano di curarsi in Svezia con eguali diritti. Si tratta di una rivoluzione che può chiamarsi “applicazione dei diritti dei pazienti relativi all’assistenza transfrontaliera”, ed è quindi una sorta di trattato di Schengen della salute.

La nuova direttiva sancisce che "qualunque cittadino facente parte dell'Eu può farsi liberamente curare all'estero se l'attesa delle cure nel suo paese è troppo lunga", mentre fino ad oggi venivano rimborsate, dallo Stato di origine, solamente le cure "urgenti" o quelle ad alta specializzazione.

Rivalutare il Sistema Sanitario Nazionale

Tutt’oggi gli italiani che si fanno curare all'estero sono molti di più degli stranieri che si fanno curare in Italia. Questo soprattutto a causa dei casi di malasanità che hanno resa purtroppo famosa la sanità principalmente nelle regioni del Sud. Per adeguare i nostri servizi a quelli europei dobbiamo perciò investire molto nella sanità ed evitare i tagli alla stessa. Ma soprattutto dobbiamo valorizzare i Centri di Eccellenza che possediamo, facilitando la comunicazione con quelli presenti nel resto d’Europa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati