19 Marzo Mar 2017 0901 19 marzo 2017

Come fare respirazione olotropica

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Stando all'antica credenza yogica tutti gli esseri umani nascono con un numero predefiniti di respiri e bisognerebbe fare tesoro di ognuno di essi. Conoscere le tecniche di respirazione risulta essere dunque molto importante non solo per il corpo ma anche e soprattutto per lo spirito.

La respirazione olotropica

La respirazione olotropica (dal greco "olos" e "trepein" ossia "muoversi verso l’interezza") è una tecnica energetica naturale che permette di arrivare allo spirito, andando a conoscere sempre più se stessi. Fu Stanislav Grof (psichiatra nato in Cecoslovacchia), insieme a sua moglie Cristina, a mettere a punto questa tecnica negli anni 70.

Ma in cosa consiste?

Questa non è da considerarsi una terapia ma per lo più una pratica di esplorazione interiore che si serve della musica, o meglio suoni evocativi di natura etnica, tribale e meditativi, e fa si che attraverso alcune semplici tecniche applicate sul corpo si attivino i diversi livelli dell’inconscio rimobilitando le energie che sono rimaste bloccate affinché si arrivi al ripristino naturale dell’equilibrio psico/fisico dell’individuo.

Il respiro dunque viene accompagnato dalla musica in varie fasi:

  • nella prima si attiva il respiro e primi chakra (dischi in cui fluisce l’energia all’interno del corpo umano);
  • la seconda è di esplorazione delle esperienze;
  • la terza porta ad uno stato di profonda pace interiore, tramite melodie meditative infatti si giunge ad una sorta di sonno yogico, ossia il rilassamento più profondo dello yoga.

Le sedute di respirazione olotropica sono di gruppo, e solo in casi eccezionali si fanno sedute individuali. I partecipanti stanno sdraiati in silenzio con occhi coperti da una benda per far si che ci possa concentrare meglio su se stessi. All’inizio un facilitatore, cordinatore del gruppo, può intervenire sul corpo dei partecipanti per aiutarli a superare blocchi o dolori fisici attraverso facili esercizi e movimenti.

A fine seduta saranno tutti invitati a raccontare l'esperienza appena vissuta anche tramite disegno per condividere ciò che si è provato durante la respirazione. Le esperienza variano a seconda della persona o della cultura, ma in linea generale si tende a sentirsi legati alla natura, immedesimandosi con piante, animali e altre persone.

In ogni modo attraverso questo tipo di respirazione si rivivono in modo leggero le emozioni, lasciando andare le paure, le rabbie, le preoccupazioni, arrivando a sentirsi sollevati e sereni.

Chi può praticarla

Tutti possono partecipare dai 18 ai 60 anni circa in paricolare coloro che sono interessati ad intraprendere un percorso di crescita spirituale e conoscenza di se, ma anche per chi è interessato ad aumentare la propria creatività artistica o anche solo condividere un dato cammino con altre persone.

Il contatto dell’individuo con il proprio spirito ne è lo scopo principale è la risoluzione almeno parziale dei disturbi emotivi psicosomatici o di relazione per una nuova percezione di se stessi e dell’esistenza.

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