4 Aprile Apr 2017 1245 04 aprile 2017

Quali oli fanno male

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Grassi saturi e insaturi: sono contenuti negli oli, ma hanno proprietà nutrizionali diverse. Ancora oggi oggetto di studi, l’argomento non è stato pienamente sviscerato dalla scienza; ciò che si sa è che i primi sono generalmente o innocui o dannosi, mentre i secondi hanno un apporto benefico sulla salute. L’olio di avocado, di mandorla o di oliva, ad esempio, sono prevalentemente grassi insaturi, dunque possono essere consumati quotidianamente, avendo sempre cura di mantenere un regime alimentare equilibrato.

L'olio di palma e i grassi saturi innocui

Tra gli oli che invece contengono molti grassi saturi si annovera l’olio di palma, posto sotto accusa in quanto nocivo. In realtà si tratta di un alimento perlopiù innocuo dal punto di vista nutrizionale: i grassi saturi infatti possono essere di tipo diverso, e quelli che caratterizzano l’olio di palma sono appunto inoffensivi. Resta comunque la consapevolezza dei danni ambientali che può provocarne l’abuso.

Meglio evitare il "palm kernel oil"

È l’olio di palmisto, che a differenza di quello di palma non è ottenuto dalla polpa ma dal nocciolo del frutto tropicale, ad avere grassi saturi che dal punto di vista nutrizionale sarebbero da evitare. È consigliabile controllare bene le etichette dei prodotti e scartare quelli che recano la scritta “palm kernel oil”, mentre il “palm oil” si può consumare senza eccessiva preoccupazione. La generica dicitura “oli vegetali” oppure “oli tropicali” in linea di massima non depone a favore del prodotto in oggetto, peggio ancora se accompagnata dall’espressione “parzialmente idrogenati” o “idrogenati”.

L'olio insospettabile

Infine, anche l’olio di cocco, spesso elogiato, non è un alimento così raccomandabile. Contiene infatti più grassi saturi dell’olio di palma e di quello di palmisto, indicati solo a chi ha problemi di malassorbimento o agli sportivi che necessitano di energia.

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