3 Maggio Mag 2017 1717 03 maggio 2017

Come fare vuoto mentale

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Nella società odierna, caratterizzata dal caos, dagli impegni quotidiani, dal lavoro full time, dalle occupazioni che costantemente si appropriano del nostro tempo, è davvero difficile concentrarsi su se stessi e quasi mai una persona ci fa caso, anzi spesso il “non far niente” viene visto come sinonimo di ozio.

Ma l’ozio è un bisogno fondamentale della nostra psiche; non necessariamente oziare significa riempire un vuoto, ma sprofondare dolcemente nell’assenza di impegno, di scopi, di fretta.

Ciascuno di noi dovrebbe, almeno una volta al giorno, meditare, distaccarsi da tutti gli impegni e dai pensieri che affollano la mente per concentrarsi su di sé, produrre cioè una sorta di vuoto mentale.

Liberarsi dagli ostacoli interiori ed esteriori

Gli ostacoli possono essere di natura:

  • Psichica, cioè i processi emotivi;
  • Fisica, lo stato inadeguato del sistema nervoso;
  • Energetica, cioè gli impedimenti per l’energia vitale e le energie evolutive.

Il vuoto mentale, il silenzio della mente, è davvero difficile da raggiungere. Ci vuole determinazione e voglia di allontanarsi per un attimo da tutto ciò che ci circonda. La mente deve imparare a collegare il “tempo inutile” al piacere e alla rigenerazione.

Cosa fare per produrre il cosiddetto vuoto mentale

  • Concentrarsi su ciò che accade nel campo esperienziale, cioè sulle sensazioni, sulle forme ed i pensieri;
  • Focalizzarsi sul punto in cui si costituisce l’esperienza di esserci, cioè sul confine tra l’esperienza di esserci e la sua assenza. Così facendo, la mente si volge profondamente verso l’Origine e matura più facilmente il distacco spirituale.
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