29 Maggio Mag 2017 1904 29 maggio 2017

Come utilizzare il pane raffermo

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In passato, il pane veniva consumato tutto, sia fresco che conservato o raffermo.

Oggi invece avanza spesso e gettarlo via dispiace, anche perché se si pensa a tutti coloro che non hanno da mangiare, diventa davvero uno spreco.

Ecco allora delle ricette squisite con il pane raffermo che si possono fare di frequente, basti pensare ai passatelli, alla panzanella o la frisella al pancotto e alla varie zuppe e così via.

Zuppa del mietitore

In montagna, quando i braccianti andavano al mattino presto a lavorare nei campi e non tornavano per il pranzo, le varie "rezdore" o donne di casa e bravissime cuoche preparavano la zuppa del mietitore per portarla ai lavoratori.

Era saporita e nutriente, ma soprattutto era fatta di pane raffermo. Prepariamola insieme.
Prendere del pane "vecchio" o raffermo, di qualunque tipo, cioè tutto il pane che avanza, e tagliarlo a listarelle. Intanto mettere sul fuoco un gran buon soffritto con la cipolla tritata e una grossa noce di burro. Quando la cipolla diventa dorata è il momento di aggiungere i funghi secchi lasciati nell'acqua calda ad ammorbidirsi. Vanno poi tagliati a pezzetti e uniti al soffritto.

Aggiungere anche i pomodori pelati tagliati a pezzi grossolanamente e appena di concentrato di pomodoro. Far bollire con una manciata di sale, un goccio d'acqua e un filo d'olio, prima con il coperchio, poi senza, per far restringere il sugo.
Solo alla fine, se piace, unire qualche foglia di basilico che va tolta a fine cottura.

Prendere un bel tegame da portata e iniziare a coprire il fondo con del formaggio grana, fare poi uno strato di pane raffermo tagliato e dopo passare con un mestolo di acqua calda o brodo caldo per ammorbidire bene i crostini di pane.
Ora cospargere abbondante parmigiano grattugiato e abbondante soffritto. Ripetere più volte tutti i vari passaggi fino al completamento del tegame che va in seguito posizionato su di un'altra pentola per procedere con la cottura a bagnomaria della zuppa.

Dopo un'ora circa il piatto era pronto. Avvolgevano il grosso tegame con la zuppa fumante e dal profumo di funghi in un largo canovaccio e in questo modo veniva portato ai braccianti.

Ma con il pane raffermo si possono fare anche dei dolci o dei gnocchi, delle frittelle o dei crostini da mettere nel brodo. In effetti, il pane è sempre buono, anche così!

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