11 Febbraio Feb 2017 0810 11 febbraio 2017

Perché si chiama Oceano Indiano

  • ...

L'Oceano Indiano è per grandezza il terzo tra i cinque oceani della Terra: i suoi confini sono rappresentati dall'Asia meridionale a Nord, dall'Africa ad Ovest, dall'Indocina, dall'Arcipelago Maltese e dall'Australia ad Est e dall'Oceano Antartico a Sud; la sua importanza come rotta di transito tra Asia e Africa è nota, ma perché si chiama Oceano Indiano?

L'origine del nome dell'Oceano Indiano

Il nome di questo Oceano deriva dal fatto che con il termine Indiano i Greci indicavano tutti gli spazi marini che si trovavano a Sud Dell'Asia; con l'esplorazione venivano via via scoperti nuovi spazi, che venivano sempre indicati con il termine Indiano. A dire il vero per tantissimo tempo rimase la convinzione che quello che oggi conosciamo come Oceano Indiano fosse un bacino chiuso, delimitato a Sud da una sconosciuta terra australe che in pratica congiungeva Africa e Asia.

Gli Arabi allargarono ulteriormente l'area oceanica esplorata e anche tanti viaggiatori occidentali (Marco Polo, ad esempio) lo attraversarono, ma solo nel XVI secolo si delinearono in modo corretto i suoi estremi occidentali (rappresentati dalle coste africane) e, in seguito, quelli orientali, con i contorni degli arcipelaghi tra Asia e Oceania e dell'Australia che vennero mano a mano definiti.

L'importanza del commercio

L'Oceano Indiano è stato navigato fin da tempi antichissimi: Greci, Egizi e Persiani lo attraversavano per commerciare con l'India; gli stessi Indiani e i Malesi arrivarono fino al Madagascar e alle sponde africane, mentre gli Arabi si dimostrarono abili commercianti in grado anche di diffondere la religione islamica lungo le coste. Gli europei si affacciarono tardi su questo oceano (verso la fine del '400), ma portoghesi prima, olandesi, francesi e inglesi poi colonizzarono l'area, trasformando di fatto l'oceano in uno sconfinato lago europeo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso