10 Marzo Mar 2017 0931 10 marzo 2017

Quale tipo di contratto di affitto conviene

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Districarsi tra la burocrazia italiana non è sempre facile, nemmeno quando si ha deciso di affittare la propria abitazione. Al momento è possibile percorrere tre differenti strade: Cedolare secca, canone libero e concordato, ma quale tra le tre conviene di più? Per capirlo è necessario ricorrere ad un esempio.

Contratto di affitto: esempio pratico

Il Signor X è il proprietario di una casa ed ha deciso di metterla in affitto, ma quale contratto di affitto sarà più conveniente? Dopo aver pagato tutte le imposte dovute, a fine anno quale sarà il suo reddito netto?

Dati ipotetici: Il canone libero del Signor X è di 1.000 euro mensili con una tassazione Irpef del 30% o del 40%.

1° scenario: Irpef 30% su reddito lordo di 12.000 euro

Il Signor X per avere un reddito netto di 8.580 euro all'anno dovrà affittare la sua abitazione a:

  • 1.000 euro mensili a canone libero
  • 895 euro mensili a canone libero cedolare secca del 20%
  • 795 euro mensili a canone concordato e a cedolare secca del 10%

2° scenario: Irpef 40% su reddito lordo di 12.000 euro

Il Signor X per avere un reddito netto di 7.4440 euro all'anno dovrà affittare la sua abitazione a:

  • 1.000 euro mensili a canone libero
  • 775 euro mensili a canone libero cedolare secca del 20%
  • 690 euro mensili canone concordato cedolare secca del 10%

Analizzando i risultati dell'esempio, in termini di convenienza per il futuro inquilino il contratto di affitto migliore è quello a canone concordato a cedolare secca del 10%, tuttavia anche il proprietario ne può trarre un beneficio, infatti, a parità di reddito netto percepito diminuisce notevolmente il rischio di insolvenza.

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