26 Marzo Mar 2017 1115 26 marzo 2017

Quali effetti produce la grandine

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Quando si parla di grandine si parla, per lo più, di una precipitazione atmosferica formata da acqua, che viene congelata in "chicchi" più o meno grandi.

Spesso succede che le goccioline di pioggia all'interno delle nuvole appena formate si trasformino, subito, in ghiaccio: proprio per la temperatura bassissima nella quale queste "viaggiano" all'interno dell'atmosfera.

La formazione del "processo di Bergeron" causa la crescita dei cristalli del ghiaccio. Questo avviene per il processo della sublimazione del vapore acqueo. A tale crescita prendono parte altre dinamiche complesse, che coinvolgono elementi importantissimi: quali l'umidità relativa, l'urto con le goccioline o con altri cristalli di ghiaccio, ecc.

Quando il piccolo cristallino di ghiaccio si trova in un cumulonembo, questo è soggetto a una serie di "scossoni": da parte di correnti (che possono essere ascendenti e discendenti) all'interno della nube.

Il cristallo, turbinando nell'atmosfera, attira verso di sè altre gocce che causano la loro crescita. Il processo è velocizzato dal fatto che le gocce sopraffuse sono molto instabili e tendono a ghiacciare, immediatamente, durante il processo dello scontro.

Il cristallo continua, il suo viaggio, nella nube: fino a quando acquisisce un peso tale da non poter essere trattenuto dalle varie correnti: quindi precipita verso il basso, assumendo il famoso aspetto della grandine. I chicchi della grandine possono avere, quindi, la dimensione da pochi millimetri fino ad alcuni centimetri di diametro. Una precipitazione di chicchi, anche, piccoli, può, così, causare ingenti danni a vari beni (fra cui auto, prodotti, ecc.) e, soprattutto, alle varie coltivazioni delle zone che vengono colpite da questo fenomeno.

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