31 Dicembre Dic 2017 1000 31 dicembre 2017

Quali sono i colori primari e secondari

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Una delle nozioni base che ci vengono insegnate, sin da bambini, riguarda la distinzione tra colori primari e secondari.

Questa differenziazione è alla base del colore, che è la percezione visiva derivante dai segnali nervosi che i fotorecettori della retina inviano al cervello quando assorbono le radiazioni elettromagnetiche delle lunghezze d’onda. Queste ultime vengono poi interpretate, dal nostro cervello, come colori dello spettro visibile (luce).

I colori vengono classificati, principalmente, in primari e secondari.

I colori primari sono quelli base, dai quali, mescolati, si ottengono tutti gli altri. Essi sono, infatti, “assoluti”, poiché non si possono ottenere da nessuna mescolanza di colori.

I colori primari sono:

  • Il rosso magenta;
  • Il blu ciano;
  • Il giallo.

I colori secondari, invece, si chiamano così proprio perché si ottengono mescolando quelli primari.

Nello specifico, i colori secondari sono:

  • L’arancione, che si ottiene mescolando il rosso e il giallo;
  • Dal giallo e dal blu si ricava, invece, il verde;
  • Dal rosso e dal blu, il viola.

Questi sei colori, più il bianco e il nero, sono gli unici disponibili in natura. Mentre tutti gli altri colori che conosciamo non sono altro che una versione più, o meno, accesa di questi colori fondamentali.

Una piccola curiosità: a seconda del contesto socio-culturale, ogni colore, primario o secondario che sia, suscita un’emozione ed ha un particolare valore simbolico. Ad esempio, il giallo sta a significare qualcosa che irradia, il blu suscita qualcosa che racchiude, come l’universo.

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