28 Marzo Mar 2018 1013 28 marzo 2018

Perché si dice ci rivedremo a Filippi

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Divenuta espressione di uso popolare, la celeberrima frase "Ci rivedremo a Filippi" ha un significato storico/leggendario, da attribuirsi al fantasma di Giulio Cesare che apparve in sogno a Bruto.

Origini della frase

È lo storico Plutarco a raccontarne la vicenda nella sua opera 'Vite parallele', episodio ripreso poi da Shakespeare nella rappresentazione della sua opera 'Giulio Cesare'. Entrambi mostrano un Bruto che, ossessionato dal senso di colpa, in quanto complice della congiura ai danni di Cesare che lo amava come un figlio, aveva sognato una sorta di fantasma proprio mentre si rivolgeva a lui con questa frase. Il sogno non si rivelò fasullo; difatti fu proprio a Filippi che Bruto fu sconfitto e indotto al suicidio dagli eserciti di Ottaviano e Antonio.

Cenni storici

"Tu quoque Brute fili mi!!"

Sembrano siano state queste le ultime parole che Cesare prounciò in punto di morte avvenuta alle idi di marzo del 44 a.C. quando tra gli assassini riconobbe proprio Bruto. Quest'ultimo, seppur cresciuto da lui come un figlio, si era schierato dalla parte dei repubblicani ostili a qualsiasi forma di potere assoluto e dunque a Cesare che, si era imposto come una sorta di dittatore con lo scopo di sostituire la repubblica con la monarchia. Così Cesare durante una seduta del Senato di Roma fu colpito a morte da ventitrè pugnalate.

Dopo la morte di Cesare, si costituì quello che è noto sotto il nome di secondo triumvirato al quale presero parte Antonio, Lepido e Ottaviano. Furono loro a dichiarare gli uccisori di Cesare nemici pubblici, e in particolare Ottaviano potè presentare la lotta contro i cesaricidi come una giusta vendetta di un figlio contro chi aveva messo fine alla vita del proprio padre, in quanto pronipote di Cesare dal quale era stato adottato e scelto come erede. E fu così che a Filippi, nel 42 a.C. ebbe luogo la battaglia che, se in un primo momento sembrò volgersi a favore di Bruto, portò invece alla conclusiva sconfitta di coloro che avevano partecipato alla congiura di Cesare ossia Cassio e Bruto, quest'ultimo avendo capito di non avere più speranze si tolse la vita.

La frase oggi

La frase oggi è molto diffusa nel gergo popolare e sta ad indicare una futura vendetta o punizione, una resa dei conti che prima o poi arriva con un avversario, un nemico o con lo stesso destino. Un po’ come dire oggi:

  • "la vendetta è un piatto che va servito freddo";
  • "siediti sulla riva del fiume e aspetta, prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico".
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