1 Febbraio Feb 2017 0800 01 febbraio 2017

Perché si chiama fuoco di Sant’Antonio

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Il vero nome del fuoco di Sant’Antonio è Herpes Zoster, che in greco significa “cintura del serpente”. E rende bene l’idea: il bruciore e le eruzioni vescicolari causate dal fuoco di Sant’Antonio si manifestano in genere sul tronco come una mezza cintura, causando forti dolori.

Interpretazione mistico-religiosa del fuoco di Sant’Antonio

Secondo l’interpretazione mistico-religiosa Sant’Antonio Abate fu tormentato nel deserto dal diavolo che gli appariva con le sembianze di un serpente.

L'eremita egiziano resistette agli insidiosi attacchi del diavolo, investito da fuoco e fiamme: i suoi discepoli lo ritrovarono quasi morente, ricoperto di gravi ferite e dolorose ustioni su tutto il corpo.

Sant’Antonio guaritore dallo spirito di fuoco

Il santo è associato a tutte quelle malattie che provocano bruciori e dolori intensi. Da sempre è così: già nell’XI secolo in Francia, dove c’erano le sue reliquie, chi soffriva di queste sofferenze si rivolgeva a lui nelle preghiere. Per il suo “ spirito di fuoco ” divenne santo. L’associazione tra il santo e il fuoco si rafforzò alla fine del Medioevo, quando, nella chiesa di La Motte si assistette alla prodigiosa guarigione di persone affette da quella patologia che pregavano sulla sua tomba.

Oggi per celebrare Sant’Antonio il 17 gennaio, in tutta Italia si prosegue la tradizione dei falò per la benedizione dei campi, del bestiame, per riaccendere quel fuoco purificatore.

Per approfondire sul fuoco di Sant’Antonio nell’arte e nella medicina si rimanda all’Associazione Siged che fa ricerca e informazione sulle malattie dermatologiche.

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