1 Febbraio Feb 2017 1906 01 febbraio 2017

Perchè si chiama quarto stato

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Prima di entrare nel museo del Novecento a Milano in piazza d’uomo, nella salita che porta all’entrata della collezione permanente ci si trova davanti ad uno dei simboli artistici del primo novecento italiano, ossia il celebre “Quarto stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo. Il dipinto immenso, infatti misura tre metri per cinque metri e mezzo, e rappresenta la marcia di protesta di un gruppo di braccianti; il loro avanzare non è violento ma è contraddistinto da un passo lento e sicuro, come a mostrare che il gruppo di manifestanti è sicuro di ottenere quello che vuole con quella dimostrazione. Davanti alla folla sono definiti tre soggetti, ossia due uomini e una donna con un bambino in braccio. La sicurezza e la fermezza dei protagonisti della marcia di protesta sono caratteristici del dipinto che vuole appunto celebrare l’affacciarsi sulla scena politica di una nuova forza prorompente che avrebbe distrutto e ridisegnato gli schemi seguiti fino a quel momento storico. Infatti oltre alla nobiltà, il clero e la borghesia, ossia le classi sociali che avevano dominato il panorama storico nei secoli precedenti, si stava facendo largo sulla scena politica e sociale il numeroso gruppo di operai, contadini e braccianti che chiedevano di essere ascoltati nelle sedi opportune, dove si decidevano le leggi. Il Quarto stato sta proprio ad indicare questo gruppo di persone che per la prima volta nella storia partecipava insieme agli antichi tre stati, nobiltà, clero e borghesi, alla vita politica in maniera attiva.

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