19 Febbraio Feb 2017 2146 19 febbraio 2017

Perché si chiama Mar Nero?

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Il Mar Nero si estende dalla penisola balcanica all’Anatolia, e nell’immaginario comune il suo nome dovrebbe essere ricondotto al colore delle sue acque, eppure non è così. Allora perché si chiama Mar Nero? Questo ampio bacino di 436 mila km², bagna Bulgaria, Romania, Ucraina, Russia e Georgia. Nei periodi estivi diviene una meta privilegiata e ambita, quindi il suo nome così tetro pare fuori luogo ed è normale porsi la domanda: «Le sue acque sono davvero nere?». La risposta è «no, le sue acque non sono nere» infatti l’etimologia si distacca dall’aspetto cromatico, abbracciando significati “metaforici”. Fin dall’antichità è stato difficoltoso affibbiargli un nome, il quale è variato nel corso dei secoli. La definizione “Mar Nero” si è diffusa e imposta in tutta Europa solamente nel corso del XVII e del XVIII secolo.

Etimologia del nome

Il termine più antico con il quale è stato chiamato l’odierno Mar Nero, è Póntos Áxeinos, che in greco significa "mare inospitale”. Un’etimologia greca antecedente l’epoca classica. Furono poi gli stessi greci a modificarlo in Pontus Euxinus (Πόντος Ἄξεινος), che significava “mare ospitale”. Il motivo è molto semplice. Inizialmente l’area era considerata poco familiare, ma in seguito ai primi insediamenti creati lungo le sue coste, il Mar Nero divenne un vivace luogo di interscambio commerciale. L'etimologia di ἄξεινος in realtà è fortemente discussa, e non è da escludere che si tratti di un adattamento del nome scitico avestico akhshaēna ovvero “oscuro, nero”. Il suo nome però non è destinato a rimanere tale a lungo. La situazione geopolitica infatti cambia, e le coste meridionali del Mar Nero finiscono sotto il controllo dei turchi. A sud le coste sono scosse da frequenti mareggiate, da qui la decisione di rinominarlo in Kara Deniz "mare nero". Una definizione sempre riconducibile al suo carattere “poco ospitale”.

La teoria dei punti cardinali

Come spiegato in precedenza, il nero sarebbe metafora di “inospitalità”, dovuta al carattere “tormentato” delle sue acque tutt’altro che placide. Esisterebbe tuttavia una spiegazione alternativa alla definizione “Mar Nero” che starebbe a significare "Mare del Nord". Infatti in antichità (secondo attestazioni antecedenti il V seco a.C.) era comune utilizzare i colori per indicare i punti cardinali, come per altro dimostrato dalla testimonianza dello storico Erodoto. Il nero indicava il nord, il rosso il sud, il giallo l’est, e l’azzurro l’ovest. Una caratteristica, quella di assegnare determinati colori ai punti cardinali, che si ritrova anche nella tradizione in Turchia, secondo cui esistono quattro divinità o signori (Khan), legati ai rispettivi punti cardinali: il Khan nero o Qara Khan a nord, il Khan rosso o Qïzïl Khan a sud, il Khan bianco o Aq Khan a ovest e il Khan blu o Kök Khan a est. Impossibile non notare l’evoluzione linguistica da Qara a Kara. Infatti il termine Mar Nero (adottato poi da tutta Europa) in turco si pronuncia Kara Deniz, mentre il mar Mediterraneo si chiama Ak Deniz "mare bianco".

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