20 Marzo Mar 2017 1307 20 marzo 2017

Quale tipo di carta è maggiormente prodotto

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La storia della carta è veramente molto lunga e si intreccia con la tradizione di tantissimi paesi e popolazioni. Nel corso del tempo sono nati tantissimi nuovi tipi di carta, anche se la lavorazione e la produzione del classico foglio di carta per la scrittura è rimasta più o meno sempre la stessa. Generalmente i tipi di carta si possono distinguere a seconda della grammatura, che tiene conto del rapporto tra la superficie e il peso della carta.

I tipi di carta

La prima e più nota distinzione è quella tra carta, con uno spesso fino a 0,3 millimetri, cartoncino, con uno spessore maggiore a 0,3 millimetri, cartone, con uno spessore fino a 2 millimetri. In base alla lavorazione e all’aggiunta di diversi prodotti si possono poi contare tanti altri tipi di carta: la carta igienica, la carta velina, la carta increspata, il cartone ondulato, la carta da parati, la carta carbone, la carta adesiva, la carta gommata, la carta da cucina, la carta vellutata, la carta glassine, la carta patinata, la carta monolucida, la carta chimica, la carta termica, la carta da forno, la carta da lucido, la carta da zucchero, la carta siliconata.

I consumi della carta

Com’è facile intuire, anche senza stime ben dettagliate, le tipologie di carta più consumata sono la carta igienica, fondamentale per l’igiene intima, la carta classsica, necessaria per stampare libri, documenti e ogni supporto per la scrittura, il cartone per gli imballaggi, che varia per consistenza e composizione, in base ai differenti prodotti da imballare.

Negli scorsi anni si pensava che il consumo di carta fosse destinato a diminuire, in virtù della forte digitalizzazione e della riduzione dell’utilizzo del cartaceo. In realtà così non è stato e, addirittura, il consumo di carta è aumentato di quasi il 50%: il Paese che consuma più carta è il Belgio, in cui ogni cittadino mediamente consuma l’equivalente di 8,5 alberi da 12 metri l’anno, a causa dei tanti documenti per la burocrazia europea che Bruxelles deve gestire. Tendenzialmente, proprio nei paesi più digitalizzati il consumo di carta è maggiore: negli Stati Uniti ogni anno un cittadino consuma l’equivalente di sei alberi e anche Paesi come Germania, Svezia, Finlandia hanno posizioni al vertice, per i tanti imballaggi impiegati annualmente; in Italia si consumano ogni anno quasi 11 milioni di tonnellate.

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