20 Marzo Mar 2017 1957 20 marzo 2017

Zero barrato cos'è

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A volte in alcuni documenti che si ricevono o che si devono inviare capita di trovare degli zeri con una piccola barra sopra. Questi zeri barrati erano ricorrenti soprattutto nei vecchi documenti scritti a mano, dove era più facile confondersi nella lettura a causa della calligrafia, ma anche in alcune carte battute al computer ai nostri giorni, può capitare di imbattersi in questo particolare zero.

I significati dello zero barrato

Per prima cosa, è bene precisare che lo zero barrato non ha niente a che vedere con lo zero spaccato, in temutissimo voto che i meno diligenti hanno preso almeno una volta nella loro carriera scolastico, dal professore troppo severo. In questo caso specifico lo zero veniva barrato per evitare che qualche studente più furbo trasformasse lo zero in altre votazioni, come otto, sei o nove.

Lo zero barrato viene utilizzato per evitare confusioni nella lettura e far capire chiaramente se si ha di fronte uno zero o una semplice “o”; è evidente che è più facile confondere la lettera e il numero nei documenti scritti a mano, magari un po’ di fretta, quando non si presta abbastanza attenzione a ciò che si sta scrivendo. Una disattenzione del genere può diventare un grosso inconveniente se si stanno copiando dei codici misti di lettere e numeri, come ad esempio codici fiscali o iban.

Ancora, lo zero barrato non va confuso nemmeno con la lettera aptang, una lettera presente negli alfabeti danese, norvegese e faroese, che sostituisce il dittongo oe. Tale lettera è diventata, in queste lingue, un monottongo con valenza di vocale labiale. Addirittura in danese la lettera aptang è diventata una parola, che significa “isola” ed esiste persino un’area pianeggiante dello Jutland denominata con questa lettera.

Se si vanno a cercare altri significati dello zero barrato, in matematica esso sta ad indicare un insieme vuoto; nelle discipline musicali questo simbolo rappresenta l’accordo semidiminuito, con la terza minore, la quinta diminuita e la settima minore; nell’antica Roma, infine, lo zero barrato posto accanto al nome di un gladiatore ne indicava la morte in combattimento.

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