28 Marzo Mar 2017 0848 28 marzo 2017

Perché si dice dare il due di picche

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Dare il "due di picche" è un modo di dire che si usa in caso di rifiuto categorico, espresso a volte anche in maniera poco civile.

Tuttavia, il due di picche deriva dal gioco delle carte, dove questa carta del rifiuto, se così si può chiamare, è quella che ha pochissimo valore rispetto alle altre carte del mazzo.

Ci sono poi delle giocate in cui basta avere anche un solo due picche per uscirne vincenti. Mentre l'altro giocatore perde la partita a causa di un semplice e insignificante due di picche. Ironia della sorte!

Quindi il valore intrinseco del due di picche è così basso quanto è alto il suo potenziale!

Nella vita, di solito, chi ci propina un due di picche non avrà delle intenzioni favorevoli nei nostri confronti, dato che nel gioco delle carte non conta niente e non fa piacere riceverlo.

Dare e ricevere un due di picche


In amore soprattutto, ma anche nella quotidianità può capitare di ricevere un "no" o di dover rifiutare una persona. Queste sono esperienze dure da accettare e da gestire.

Non è facile infatti esprimere il proprio rifiuto, come è così difficile accettare un rifiuto.

Bisogna usare le pinzette, come si suol dire, in entrambi i casi e continuare a vivere senza risentirne troppo.

Quante volte si sentono dire queste espressioni: "Ti ha dato un bel due di picche quella ragazza" oppure "Dopo il due di picche di ieri cosa farai adesso?"

Ma di modi di dire ne esistono tanti, come per esempio: scherzi da prete o freddo cane e tanti altri, tutti con un significato ben preciso.

Tuttavia il fronte alla negazione e al ripudio il cuore ne risente, ci si sente feriti dentro, ma serve a poco disperarsi.
Alla fine, come per ogni altra situazione, è molto meglio elaborare e trasformare quel "due di picche" in un insegnamento o stimolo per smussare e migliorare alcuni aspetti.
Dall'altra parte invece, anche "dare" un due picche non è facile, in quanto è sempre bene non ferire la persona che lo dovrà ricevere.

Si consiglia quindi di essere più delicati e cercare di servire il proprio "no" su di un bel piatto d'argento.

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