3 Aprile Apr 2017 2050 03 aprile 2017

Perché si dice salute quando uno starnutisce

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Generalmente rispondere “salute” quando qualcuno starnutisce è considerato un gesto di buona educazione e di premura. Tutti pensano che tale risposta sia data per augurare che lo starnuto non sia segnale di un’imminente malattia, di solito un raffreddore, ma in realtà la tradizione è ben più ricca e varia, a seconda del periodo storico che si prende in considerazione.

Leggendo le regole del galateo, si scopre subito una cosa originale: chi starnutisce in pubblico dovrebbe subito scusarsi, ma nessuno dovrebbe rispondere “salute”, perché tale gesto concentrerebbe ancora di più l’attenzione sulla persona che ha starnutito, mettendola in imbarazzo e, a seconda dei contesti, distogliendo l’attenzione delle persone.

La storia dell’augurio “salute”

Secondo alcune fonti, l’uso dell’augurio “salute” risalirebbe all’antica Grecia, in cui il filosofo Aristotele sosteneva che in tal modo si poteva onorare il cervello, in cui risiedevano il buon senso e lo spirito: se lo starnuto è una sorta di discorso del cervello, è normale onorarlo con una precisa formula, appunto “salute”.

Anche i romani legavano lo starnuto all’anima, a loro avviso collocata nella testa. Plinio spiega che, a tutti coloro che starnutivano, bisognava rispondere “salve” più il nome della persona, per salutare il pensiero espresso per mezzo dello starnuto. La convinzione che lo starnuto sia un’espressione naturale della vita cerebrale è continuata nei secoli e, ancora nel 1600, Browne affermava che fiutando il tabacco e inducendo lo starnuto è possibile espellere vapore e mantenere il cervello sano.

Un’ultima possibile derivazione dell’augurio “salute” risale al medioevo: già nel VI secolo, ai tempi di papa Gregorio Magno, scoppiò una terribile epidemia di peste, che aveva, tra i sintomi principali, proprio violentissimi starnuti; in questo caso e in tutte le pestilenze che si sono susseguite in quei secoli augurare “salute” significava sperare che la persona non avesse contratto la peste e potesse rimanere in vita e in salute ancora a lungo.

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