10 Aprile Apr 2017 1134 10 aprile 2017

Perché si dice le calabrie

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La varietà dei caratteri geomorfologici, idrici e climatici; la frantumazione del territorio e l'asprezza della configurazione fanno della Calabria la regione italiana più mutevole e disunita. Cominciando dall’antichità, va segnalato che il termine “Calabria” fu dato dai Bizantini, che vi governarono fino all'anno Mille e che svilupparono una civiltà che intrecciò le sue vicende con l'Islam degli Arabi e con il germanesimo dei Longobardi. Vi fu pertanto la fusione di popoli diversi e l’immissione di schiavi per il lavoro nei latifondi, l’immigrazione di coloni romani e di popolazioni barbariche dopo la caduta dell'impero. Fu proprio con la fine dell'impero romano, però, che la regione perse la sua unità territoriale e politica e si frazionò in diverse zone di influenza.

Divisioni


Sotto il dominio normanno, il regno di Napoli venne diviso in circoscrizioni amministrative chiamate “Giustizierati”, ed alla Calabria vennero assegnati il giustizierato di Val di Crati e Terra Giordana nella parte settentrionale e quello di Calabria nella parte meridionale. Fu Bonaparte che riformò la ripartizione territoriale del Regno di Napoli sulla base del modello francese e soppresse il sistema dei giustizierati. Il territorio della Calabria restava però organizzato in due province: quella settentrionale, denominata Calabria Citra (con capoluogo Cosenza) e quella centro-meridionale denominata Calabria Ultra (con capoluogo che passava da Catanzaro all'odierna Vibo Valentia). Le differenze fra le varie zone erano notevoli, e la popolazione crebbe in misura maggiore nella parte meridionale della Calabria, nella provincia Ultra.


Tentativi di modifiche

Un tentativo di rottura dell'isolamento che permettesse quantomeno la facilitazione delle comunicazioni fu effettuato tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’’800, sotto il dominio dei Borbone e dei Francesi, quando venne costruita una strada denominata "carrozzabile delle Calabrie", la quale seguiva per molti tratti un'antica via consolare romana. Addirittura, nel 1816 il nuovo assetto amministrativo voluto dai Borbone divise la Calabria in tre province:

  • Citeriore con capitale Cosenza;
  • Ulteriore Prima con Reggio;
  • Ulteriore Seconda con Catanzaro.

Con la fine della dinastia borbonica la Calabria smise di essere divisa in Citra e Ultra e le province si identificarono con i tre capoluoghi, mantenendo una ripartizione territoriale che è durata fino alla creazione delle nuove province di Crotone e di Vibo. Giuseppe Isnardi scrisse nel 1963 che nella pluralità del nome vi era il segno di un sentimento popolare, risultato di una lunga esperienza vissuta negli spazi che le impossibilità delle comunicazioni interne rendevano immensamente più ampi di quel che erano nella realtà delle dimensioni.

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