11 Aprile Apr 2017 1820 11 aprile 2017

Perché si dice pazienza di Giobbe

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Avere la pazienza di Giobbe significa essere in grado di sopportare grandi tribolazioni, ingiustizie e molestie. Per capire come mai si usa quest’espressione è necessario innanzitutto capire chi è Giobbe. La parola significa “odiato, perseguitato”, e definiva un personaggio biblico che compare nell’Antico Testamento.

La storia della Bibbia

Giobbe è descritto nella Bibbia (disponibile qui) come colui che è giusto, corretto, onesto, ricco e molto devoto. Satana però lo mette alla prova, per convincere Dio che l’uomo lo onora solo per conservare i propri privilegi materiali. Il tema sollevato è quindi quello della giustizia e della volontà divina, spesso insondabili. Giobbe, il perseguitato, subisce la perdita di ogni bene, ma soprattutto la morte dei sette figli e delle tre figlie che muoiono nel crollo della casa di uno di loro. È anche colpito da una malattia, la terribile lebbra, che gli causa dolori e sofferenze. Quando gli amici lo rimproverano sopporta silenziosamente senza bestemmiare il suo Dio. Malgrado tutte queste atroci disgrazie, Giobbe continua ad avere fiducia nella divinità. La fede non vacilla, e in ultimo viene ricompensato riottenendo tutto ciò di cui era stato privato.

Conclusioni

Alla luce del racconto biblico, è chiaro il perché “avere la pazienza di Giobbe” significhi essere molto pazienti. Chi riesce a sopportare tutte le sciagure cui viene sottoposto Giobbe è sicuramente considerato un modello di pazienza massima, di stoicismo a livelli elevatissimi, di fede incrollabile. La storia di Giobbe è stata poi riprodotta e raccontata da molti artisti e poeti.

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