26 Aprile Apr 2017 1151 26 aprile 2017

Perché si dice paio di mutande

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Innanzitutto dobbiamo partire con il riferire l’evoluzione di questo indumento nella Storia. Prima di una certa epoca il concetto di “mutande” o di indumenti intimi non esisteva.

Gli antichi greci non le usavano affatto, mentre sembra che i maschi romani indossassero un semplice pezzo di stoffa con un capo che cingeva la vita e l’altro che passava in mezzo alle gambe.

Nel medioevo le notizie sono confuse e contraddittorie. Bisogna aspettare il 1500 quando taluni ipotizzano l’introduzione delle cosiddette “braghesse” a opera di Isabella d’Este o, delle stesse, da parte delle cortigiane veneziane alle quali veniva imposto l’indumento intimo per una questione di decoro.

Si tratta in questo caso di una sorta di calzoni lunghi fino al ginocchio che nel corso della storia vanno ad accorciarsi sempre più, sino a raggiungere le dimensioni degli attuali slip. E’ quindi da attribuirsi a un’epoca relativamente recente l’uso della biancheria intima come oggetto erotico.

La “mutanda” e le “mutande”

La parola “mutande” è un termine che deriva dal gerundivo latino mutandae; mutare, ovvero da cambiarsi. L’uso del plurale per indicare questo termine è probabilmente figlio di una consuetudine secolare di pensare l’indumento come una sorta di “calzoni intimi” costituito da due elementi distinti (uno per gamba) che si riuniscono sopra le gambe.

Anche per i pantaloni si parla infatti più spesso al plurale che al singolare. La definizione Treccani descrive le mutande come indumento formato di due parti distinte unite a formare un solo pezzo. Per questo si parla di “un paio” di mutande allo stesso modo di un paio di forbici, di tenaglie, di molle, di pinzette, di occhiali, ecc.

Tuttavia non è completamente sbagliato usare il termine al singolare, nella forma cioè, di “mutanda”. In tale caso esso sembra però caratterizzarsi come forma tipica del parlato e dello scritto soltanto di livello colloquiale e popolare, oppure adibita a usi ironici. Pensiamo per esempio a “Er Mutanda”.

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