26 Luglio Lug 2017 0903 26 luglio 2017

Come si chiamano le custodie per chi cuce

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Il cucito, ossia la tecnica con la quale vengono unite due parti di tessuto attraverso l'ago ed il filo, ha origini storiche molto lontane.

Alcuni archeologi sostengono, infatti, che abbia avuto inizio durante l'età della pietra in Asia ed in Europa, per tenere insieme le pelli degli animali necessarie per coprire il corpo e proteggerlo dal freddo.

Solo con l'invenzione delle macchine per cucire avvenuta nel diciannovesimo secolo, la tecnica del cucito è passata dall'essere fatta a mano alla produzione industriale, tuttavia non è mai stata sostituita completamente, sono ancora numerose nel mondo le persone o le piccole sartorie che portano avanti la tradizione manuale.

Termini tecnici

Come tutti i settori o ambiti anche il cucito possiede un linguaggio tecnico specifico, conosciuto perlopiù dagli addetti ai lavori, anche se alcuni termini sono ormai entrati a far parte del lessico comune, come ad esempio cintura che in sartoria indica la parte del capo all'altezza della vita, successivamente utilizzato come termine popolare con cui ci si riferisce alla striscia di tessuto per stringere i pantaloni.

Soprattutto per coloro i quali si vogliono approcciare al cucito, è importante conoscere alcuni termini, in particolar modo il nome delle custodie le quali sono principalmente due, una legata agli aghi e l'altra legata agli spilli.

Nel glossario di cucito con “Agoraio” ci si riferisce alla custodia, solitamente dalla forma tubolare, nella quale vendono contenuti gli aghi, mentre il “Portaspilli” è un cuscinetto disponibile in varie forme nel quale vengono stipati per l'appunto gli spilli necessario per l'attività di imbastitura.

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