28 Agosto Ago 2017 2129 28 agosto 2017

Caratteristiche pittura pompeiana

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La pittura pompeiana nasce negli anni 150 a.C. e rappresenta la pittura all'epoca di Roma. Si affrescavano le domus più importanti e i luoghi pubblici con stucchi a rilievo e con un dipinto centrale nei toni del rosso, nero, verde e giallo. Completava il tutto un finto marmo o granito ed uno zoccolo chiaro.

Altre caratteristiche

Lo stile pompeiano abbraccia anche altre parti architettoniche, come i pilastri usati per dividere la superficie oppure le cornici a rilievo. Con l'andare del tempo lo stucco si riduce lasciando il posto ai dipinti con prospettiva. Ecco allora le finte colonne e speciali porte che lasciavano intravedere splendide vedute.

In effetti, è stato proprio questo periodo la culla dei paesaggisti di quel tempo, che nella bella Pompei creavano giardini dipinti. Erano assai richiesti ed apprezzati da tutti, ma soprattutto vengono ricordati per i loro dettagli, per le vedute e per le scene satiriche o tragiche. Nasce così la "natura morta" di generi alimentari come ortaggi, frutta e cacciagione.

La pittura pompeiana nella storia

Al tempo di Claudio Imperatore la pittura pompeiana acquistò uno stile ornamentale che si discostava molto dal precedente. In effetti, nel 50 d. C. la pittura ritornò ad essere piatta e con un colore unico, quasi come se fosse un tendaggio con piccoli ornamenti vegetali o figure.

Per vedere di persona questi enormi dipinti bisogna recarsi presso gli scavi di Pompei e più esattamente nella casa di Frontone o nella Villa Imperiale.

In seguito, la pittura pompeiana si evolve con architetture fantasy come nella Domus di Nerone. Inoltre si arricchisce di quel tocco rococò riprendendo però le diverse illusioni di oggetti, figure e candelabri già raffigurati nell'epoca precedente, oltre agli straordinari rivestimenti di finti marmi e riquadri di scene.

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