9 Dicembre Dic 2017 1100 09 dicembre 2017

Perché alla vigilia si mangia pesce

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La tradizione ormai consolidata di mangiare pesce la sera della vigilia di Natale ha radici molto antiche legate alla ritualità cristianità. Questo aspetto non è certo una novità: in Italia le tradizioni culinarie sono strettamente connesse con quelle religiose. Le due festività cristiane più importanti, il Natale e la Pasqua, sono infatti caratterizzate da festeggiamenti che ruotano sempre intorno al cibo.

Il dimenticato periodo di digiuno

Il concetto di digiuno come forma di purificazione non è affatto estraneo alla religione cristiana. Nell’antichità praticare il digiuno prima delle festività era tradizione consolidata. Il cristianesimo prevedeva quattro digiuni durante l’anno (Quaresima) e uno di questi periodi è la Quaresima di Natale che va dal 15 novembre al 24 dicembre.

In questo arco temporale la religione vuole che si osservi il digiuno stretto in tre giorni della settimana (lunedì, mercoledì e venerdì). Tuttavia, praticare il digiuno totale anche solo giornaliero è qualcosa di poco realizzabile soprattutto considerando che i digiuni previsti includono giornate lavorative. Con il tempo e “l’ammorbidirsi” dei precetti religiosi, si è tentato di aggirare il problema.

Il divieto di mangiare carne

Secondo il cristianesimo, nei giorni di digiuno viene in realtà specificato che vige il divieto di mangiare la carne. La tradizione è stata pertanto abilmente modificata in modo da consentire alle persone di alimentarsi comunque. Il pesce, in alternativa alla carne, non è oggetto di divieto. Nasce così l’abitudine nei cosiddetti “giorni di magro” di mangiare il pesce.

La vigilia di Natale, che dovrebbe essere “giorno di magro” per eccellenza (insieme alla Quaresima Pasquale) si è trasformata nel tempo in una giornata in cui abbuffarsi ugualmente pur senza toccare la carne. Questa abitudine è stata senz’altro favorita anche dal contesto storico fortemente consumistico nel quale vive il mondo occidentale attualmente.

Ciò che si è ottenuto è però un succulento ricettario di preparazioni a base di pesce che contemplano diversi sughi per pasta, svariati secondi con protagonisti esemplari tipici della fauna ittica locale (diversa da regione a regione) per non parlare dei variegati antipasti a base di mousse, crostacei crudi o cotti, cocktails, ecc.

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