3 Aprile Apr 2018 1123 03 aprile 2018

Come si fa la mummificazione

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Quando si parla di mummificazione si pensa subito agli antichi Egizi che essendo politeisti adoravano la natura e gli animali come scarabei, serpenti, gatti, coccodrilli, tori e sciacalli, oltre agli dei dall'aspetto umano come Ra, Iside, Osiride, e i Faraoni.

Credevano nell’immortalità dell'anima e del corpo per vivere in modo pacifico nell’oltretomba, ma per ottenere questo risultato dovevano mantenere intatto il corpo del defunto.

Procedimento di mummificazione


La mummificazione è quel metodo di conservazione del corpo che lo separa dalla decomposizione. Ecco allora che il corpo diventava una mummia. Questa condizione venne ispirata agli antichi Egizi dall'osservazione di morti sepolti nella sabbia del deserto. Grazie all'aridità del clima e del terreno gli stessi si conservavano a lungo; così volendo usare dei sarcofagi per onorare il trapasso trovarono una tecnica simile all'essicazione che si svolgeva in questo modo:

  • Si sdraiava sul tavolo il corpo del defunto che veniva prima lavato e anche purificato.
  • In seguito, gli imbalsamatori con degli uncini estraevano dalle narici il cervello.
  • Mentre da un’incisione nel ventre a sinistra si recuperavano gli organi principali come stomaco, intestino, polmoni e fegato che venivano poi essicati e trattati con resine speciali ed infine posizionati nei vasi canopi da sistemare intorno al sarcofago.
  • Il cuore invece veniva lasciato nel corpo perché considerato la sede delle facoltà, passioni e intelletto.
  • Le cavità del corpo così svuotate venivano cosparse di vino di palma e riempite con cannella, mirra, stoffa e paglia per farle ritornare nella loro forma.
  • Si ricuciva l’addome e si rimpiazzavano gli occhi con delle pietre rotonde.
  • Infine, il morto veniva tenuto per ben 40 giorni all'interno di un composto a base di sale chiamato “natron”. Qui avveniva il completo essicamento e la perdita dei liquidi.
  • Trascorso il tempo necessario veniva lavato nel Nilo e poi avvolto da fasce di lino ed unguenti.
  • La testa si ricopriva con una maschera funeraria e si inserivano amuleti e gioielli fra le bende come protezione nell’aldilà.

Una lavorazione quella della mummificazione assai complessa che per un Faraone poteva durare circa un anno.

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