17 Aprile Apr 2017 2051 17 aprile 2017

Quali comportamenti integrano l'illecito di insider trading

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L’insider trading è uno degli abusi di mercato, ovvero situazioni in cui coloro che investono nel mercato finanziario devono affrontare le conseguenze negative della condotta dei trader e di tutti coloro che hanno agito scorrettamente. In particolare l’insider trading consiste nell’usare a proprio vantaggio o a vantaggio di altri informazioni non accessibili al pubblico.

Letteralmente l’insider trading è un abuso di informazioni privilegiate e per insider si intende colui che esercitando la propria professione ha la possibilità di accedere ad informazioni privilegiate che riguardano i clienti o addirittura la società. Tale reato non va confuso con l’aggiotaggio, che si verifica quando vengono divulgate informazioni false o in qualche modo ingannevoli.

Tutte le forme di insider trading perseguibili

Ci sono vari casi che possono rientrare nell’insider trading: l’acquisizione o la cessione di strumenti finanziari legati alle informazioni privilegiate che si possiedono, o quanto meno il tentativo di sfruttarle; la comunicazione di informazioni privilegiate a terzi esterni all’esercizio lavorativo o al di fuori delle proprie funzioni e professioni; la raccomandazione di acquisire o cedere in base ad informazioni privilegiate, favorendo terze persone attraverso la comunicazione parziale o totale degli strumenti finanziari del cliente.

Stando alle ultime leggi emanate rientrerebbe nell’insider trading ogni utilizzo di informazioni chiave prima che divengano di dominio pubblico, estendendo il reato ad ogni sfruttamento improprio di informazioni privilegiate. Sono stati dati anche due nomi ai fenomeni più ricorrenti: il tipping, laddove vengono comunicati a terzi estranei informazioni privilegiati senza un motivo giustificato; il tuyautage, quando si raccomandano determinate operazioni a terzi, anche senza rivelare le informazioni privilegiate che si posseggono.

Onde evitare la nascita di nuove varianti del reato non perseguibili penalmente, la direttiva ha dato una definizione ampia e flessibile di abuso di mercato, per assicurare che nuove pratiche abusive del futuro possano comunque essere ricomprese nelle leggi attuali e dunque punite. L’applicazione di tale divieto non si limita ai mercati regolamentati, ma si estende ad ogni mercato riconosciuto, a partire dai sistemi alternativi di negoziazione, gli Alternative Trading Systems.

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