21 Agosto Ago 2017 1644 21 agosto 2017

Canone concordato cos'è

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Se ne sente parlare sempre più spesso, anche per via della crescita del numero dei contratti che lo prevede, ma forse non tutti hanno ben chiaro cosa sia il canone concordato; la recente riforma della disciplina ha dato la possibilità di stipulare contratti di questo tipo in tutti i comuni d'Italia, a patto che tra gli enti e le associazioni di inquilini e proprietari siano stati raggiunti e firmati gli accordi territoriali.

Cos'è il canone concordato?

A differenza del tradizionale contratto d'affitto a canone libero, la locazione a canone concordato prevede, come si può intuire dal nome, un canone calmierato, ovvero che non può superare il valore massimo indicato dagli accordi territoriali stipulati dalle principali organizzazioni di inquilini e proprietari. Si può fare un contratto a canone concordato solo per uso abitativo, per uso transitorio e per gli affitti a studenti universitari.

La durata del contratto può essere di 3 anni più 2 o 3 anni di rinnovo per le abitazioni, può variare da 6 mesi a 3 anni per gli studenti universitari e da 1 mese a un anno e mezzo per i contratti transitori. Il segreto del successo di questa formula consiste nei vantaggi a favore sia dell'inquilino che del proprietario dell'immobile.

Agevolazioni fiscali canone concordato e benefici

L'inquilino ha la possibilità di pagare un affitto mensile più basso rispetto a quello che dovrebbe pagare con una locazione a canone libero e, nel caso in cui l'immobile in affitto diventi la residenza principale, può beneficiare di detrazioni fiscali ai fini Irpef. Il proprietario invece, anche se rischia di incassare mensilmente importi più bassi, può usufruire delle agevolazioni fiscali con la cedolare secca al 10% (l'aliquota per i canoni liberi è del 21%).

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