18 Dicembre Dic 2017 0926 18 dicembre 2017

Criptovalute nel 2018, mercati finanziari e banche alla prova del fuoco

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Per le banche e per i mercati finanziari il 2018 potrebbe essere l'anno decisivo, quello della prova del fuoco riguardo al rapporto ed all'approccio con le criptovalute. Gli istituti di credito, specie quelli di grandi dimensioni, dovranno decidere se sposare la blockchain o vivere da semplici spettatori quella che, per molti esperti di monete virtuali decentralizzate, rappresenta una vera e propria rivoluzione.

Pagamenti in Bitcoin e addio alle banche?

Sebbene di questi tempi, con le quotazioni a livelli record, si parli di Bitcoin come uno strumento di investimento, in realtà la criptovaluta più capitalizzata è un mezzo di pagamento sicuro la cui diffusione su scala mondiale potrebbe far sì che nessuno per i pagamenti, in linea teorica, avrebbe più bisogno di rivolgersi ad una banca o ad una società finanziaria.

Sui Mercati24 attualmente questo aspetto sembra essere passato in secondo piano, ma in realtà alcune banche si stanno muovendo in tal senso con partnership e con joint venture al fine di non perdere il treno con Btitcoin, Ethereum, Ripple, Monero e Litecoin, ovverosia quello che, secondo molti esperti che strizzano l'occhio alle criptovalute, potrebbe essere il denaro del futuro.

Bitcoin e Ripple in pacifica coesistenza con dollaro ed euro?

In verità attualmente è difficile pensare che monete virtuali come il Bitcoin, Monero, NEO, Dash e Ripple possano sostituire il dollaro e l'euro, ma non è invece da escludere e da azzardare una coesistenza pacifica tra valute digitali e monete tradizionali anche considerando il fatto che ormai sempre più spesso gli acquisti di beni e servizi nono solo nel business to consumer, ma anche nel business to business, vengono perfezionati con moneta elettronica. E se nel mondo bancario sulle criptovalute i grandi player del settore si stanno attrezzando in ordine sparso, sui mercati finanziari la legittimazione del Bitcoin è già iniziata con la quotazione dei primi contratti futures al Cboe, il Chicago Board Options Exchange.

In queste ore i derivati sul Bitcoin saranno quotati pure in un'altra Borsa di Chicago, quella del Chicago Mercantile Exchange che è gestito dalla società CME Group, dopodiché nelle prossime settimane dovrebbe toccare pure al National Association of Securities Dealers Automated Quotation che è più comunemente noto come Nasdaq, e che è il mercato dove a Times Square, che è uno dei maggiori incroci del distretto newyorkese di Manhattan, sono quotati molti titoli azionari americani del settore tecnologico a partire da Apple e passando per Microsoft e per Alphabet, la holding che controlla Google.

Lo sbarco del Bitcoin sui mercati finanziari, anche se attraverso strumenti derivati come i futures, conferma come la criptovaluta più capitalizzata abbia avviato un percorso di maturità e di legittimazione che, a sua volta, in un futuro non troppo lontano potrebbe andare a coinvolgere pure le altre monete virtuali. Chi nell'investire in criptovalute punta anche sulla diversificazione, di conseguenza, auspica che l'esplosione delle quotazioni del Bitcoin nel corso del 2018 possa interessare pure le monete virtuali che al momento meno capitalizzate come Ethereum, Ripple, Monero e Litecoin.

Per esempio, attualmente Ethereum al pari del Bitcoin è sui massimi storici sopra quota 700 contro il dollaro dopo un andamento sulle montagne russe nel corso del 2017. Nello scorso giugno, infatti, i prezzi di Ethereum avevano lambito quota 400 contro il biglietto verde per poi crollare a 170 nell'arco di 30 giorni prima di riprendere l'ascesa. E questo anche per dire che la volatilità media sulle monete virtuali è così ampia che trattasi di strumenti di investimento da maneggiare con cura per evitare di scottarsi.

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