27 Dicembre Dic 2017 1602 27 dicembre 2017

Perché il Bitcoin affonda?

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La notizia che sta letteralmente squassando il mondo della finanza è il crollo del Bitcoin. Nelle passate settimane c’è stato un vero e proprio boom delle criptovalute, trainate proprio da quella più conosciuta, ma come era ampiamente prevedibile, dopo i picchi arriva quasi sempre una discesa verticale. È un po’ quello che succede anche ai migliori casino online italiani. Nel giro di 24 ore il Bitcoin ha perso qualcosa come il 30% bruciando un quarto della sua capitalizzazione di mercato e mandando sostanzialmente in fumo 121 miliardi di dollari, ossia il doppio del valore di Tesla. Sarà un caso, ma il crollo arriva proprio al termine di una settimana nella quale ci sono stati problemi di cybersicurezza. Il dibattito sull’affidabilità delle criptomonete è aperto e intanto chi ha investito in Bitcoin deve fare i conti con un tracollo quasi senza precedenti

Dopo aver sfiorato un massimo di 20.000 dollari, Bitcoin è sceso sotto gli 11.000 e si avvia verso un -39% settimanale. Una discesa verticale e che fa il paio con le tre precedenti settimane, nelle quali aveva guadagnato rispettivamente il 13%, il 44% e il 32%. Un tracollo che sembra aver trascinato anche le altre criptovalute: Ethereum, considerata ormai la seconda moneta digitale, perde il 35%, mentre Bitcoin scende del 42,6%, infine Litecoin che registra un -43%. In queste ore, diversi utenti segnalano di avere problemi di accesso alla piattaforma di Coinbase (considerata il principale exchange di criptovalute), che di sicuro ha sospeso momentaneamente ordini di acquisti e vendite.

Bitcoin: bolla come dotcom

Qualcuno parla già di bolla simile a quella di dotcom ed è anche per questo che le autorità di tutto il mondo hanno iniziato ad esprimere pubblicamente preoccupazione, anche se si guardano bene dal parlare di allarme. Di sicuro, dopo un periodo di incondizionato ottimismo, anche gli addetti ai lavori predicano prudenza e ricordano quali siano i rischi collegati all’utilizzo delle criptovalute. Del resto, ci sono anche dei vuoti legislativi in diversi Paesi ed è anche per questo che, ad esempio, Mark Carney, il governatore della Banca d'Inghilterra e numero uno del Financial Stability Board, Mark Carney, ha pubblicamente chiesto di esaminare meglio il fenomeno e rafforzare le regole per la raccolta fondi digitale, la cosiddetta initial coin offering.

Nelle criptovalute i singoli mercati hanno compiti di controllo e non è un caso che Coinbase abbia avviato un’indagine interna per “insider trading” sul Bitcoin Cash. Di queste ore è anche la notizia della bancarotta di Youtib, la piattaforma sudcoreana vittima di un attacco hacker che ha così sollevato lo stato di allerta sulla sicurezza delle criptomonete. Le autorità si interrogano per certi versi impotenti, anche perché su Bitcoin e le criptomonete in genere a scommettere sono singoli investitori, ma negli ultimi tempi è salito anche l’interesse della grande finanza e di Wall Street.

Non è un caso, infatti, che proprio ultimamente piccole aziende quotate in borsa abbiano deciso di cambiare nome per approfittare dell’onda mediatica di Bitcoin e le altre criptomonete. Un esempio? Long Island Iced Tea è diventata Long Blockchain, con un +500% in borsa; Sec è stata poi costretta a sospendere gli scambi di The Crypto Company per presunte irregolarità, che ha fatto registrare un incremento addirittura del 3.000%. Secondo le ultime indiscrezioni provenienti da oltreoceano, anche Goldman Sachs sarebbe pronta ad addentrarsi nel mondo delle criptovalute lanciando entro giugno 2018 un desk che risponda alle domande (crescenti) dei propri clienti. Nonostante Jamie Dimon si sia espresso contrariamente, sta valutando con molta attenzione il mercato anche JPMorgan. La stampa italiana riferisce che due esperti della banca stanno valutando un’apertura al mercato studiando con moltsa attenzione la volatilità.

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