19 Febbraio Feb 2017 1456 19 febbraio 2017

Come farsi affidare un bambino

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L’affido familiare è una misura temporanea di accoglienza e di aiuto da parte di terzi, nei confronti di un minore che viva una situazione svantaggiata nella propria famiglia di origine senza che il bambino perda legami con essa.

Quindi un aiuto al bambino, affinché possa crescere in un ambiente famigliare sereno e adeguato.

Tipologie di affidamento

L’affidamento può essere:

  • residenziale, suddividibile a sua volta in, consensuale e giudiziario a seconda se vi è il consenso della famiglia di origine o se questa è restia ed è stato necessario l'intervento del Tribunale dei minorenni (causa una situazione di grave disagio famigliare che metta a rischio il minore);
  • diurno o residenziale saltuario, se il bambino trascorre solo parte della giornata con la famiglia affidataria (e la sera è previsto il rientro a casa dai genitori naturali), o determinati periodi come la stagione estiva.

Chi può diventare genitore affidatario

Possono diventare genitori affidatari:

  • coppie con o senza prole sposate ma anche conviventi;
  • single;
  • comunità di tipo famigliare.

All’affidatario è richiesta :

  • disponibilità psicologica a far entrare nella propria vita il bambino seguendolo in modo adeguato nel rispetto della sua storia di origine identità culturali, religiose;
  • spazio adatto nella propria casa;
  • disponibilità a seguire il minore affettivamente e materialmente nella sua educazione e istruzione;
  • esercitare la figura genitoriale nei confronti dell’attività scolastica e sanitaria;
  • essere d’accordo nel mantenere rapporti con famiglia di origine sostenendo il reinserimento del minore nel nucleo famigliare nativo;
  • partecipazione agli incontri di verifica indetti dai servizi sociali;
  • disponibilità a collaborare non solo con i servizi sociali ma anche con l’attività giudiziale in caso essa sia coinvolta;

All’affidatario è inoltre riconosciuto il diritto di ogni genitore inerenti alle facilitazioni sul lavoro.

L’affidamento può trasformarsi in adozione solo in caso di abbandono del minore.

In Italia l’affidamento famigliare è disciplinato dalla legge n.184 del 4 maggio 1983 con modifica poi della legge n.149 del 28 marzo 2001 sul “Diritto del minore ad una famiglia” nel quadro della tutela ai diritti per l’infanzia ed è disposto dai servizi sociali solo in caso di necessità dal tribunale giudiziario. Esso avrà il compito di valutare chi fa richiesta di affido.

Primo passo per chi ha intenzione di chiedere l'affido di un minore sarà quello di rivolgersi al servizio sociale del proprio comune di residenza, (in alcuni comuni sono stati inseriti albi di famiglie affidatarie) che avvierà le varie procedure.

La legge prevede un periodo massimo di due anni prolungabili solo nel caso in cui l’esclusivo interesse del minore lo richieda.

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