17 Aprile Apr 2017 1450 17 aprile 2017

Come si emette una nota di credito

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La nota di credito è un documento di fondamentale importanza che ogni gestore di negozi o imprese deve conoscere, avendo cura di informarsi sui rinnovamenti periodici e sulle modifiche apportate di tanto in tanto dalla burocrazia. Al contrario di quanto pensano in molti, la nota di credito non ha la stessa valenza di una fattura: la nota di credito può essere emessa solo se la fattura è già stata fatta, in quanto serve proprio a stornare la fattura stessa.

Generalmente si emette la nota di credito per terminare una trattativa che va avanti da diverso tempo, oppure per correggere una fattura errata, precedentemente emessa; ci sono tanti possibili motivi per cui una fattura può essere sbagliata, l’importante è creare una nota di credito entro massimo un anno dall’emissione della fattura da correggere. Una grossa differenza tra fattura e nota di credito è che quest’ultima non richiede mai ulteriori tasse da pagare, qualsiasi sia il motivo della sua compilazione.

La stesura di una nota di credito

Compilare una nota di credito è molto semplice: all’inizio del documento, in alto al centro, bisogna scrivere il numero di serie della nota di credito, partendo ovviamente dall’1, se è la prima volta che se ne emette una; di seguito bisogna riportare i dati rilevanti del privato o della ditta, come ad esempio nome della società, codice fiscale, indirizzo, ragione sociale, eventuale partita IVA; una volta inseriti i propri dati, bisogna fare la stessa cosa con quelli del cliente.

Nella parte centrale della nota di credito è necessario inserire la parte più importante, ovvero il codice della merce interessata, una sua breve descrizione, il suo valore e l’IVA da aggiungere al pagamento totale se presente, la quantità o il peso o la lunghezza, a seconda del tipo di merce. È consigliabile creare una piccola tabella per catalogare al meglio tutta la merce.

Una volta riportati tutti i dati bisogna riportare il totale in basso a destra, con le tasse già incluse, facendo attenzione ad aggiungere la data di emissione, meglio se con un timbro della ditta, per evitare modifiche successive o, addirittura, falsificazioni. Infine la nota di credito va registrata fiscalmente come si fa con le fatture. È sempre bene tenere l’originali e consegnare copie agli acquirenti, prestando però attenzione a porre il timbro originale su ogni copia.

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