16 Maggio Mag 2017 1622 16 maggio 2017

Come stare a galla in piscina

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Sarà per il semplice fatto che è una delle azioni utili alla sopravvivenza, sarà che l’acqua è l’elemento che ci forma, ma il nuotare è sicuramente una di quelle cose che vale la pena saper fare.
Infatti, fin dalla tenera età, i genitori e poi la scuola, incoraggiano i piccoli principianti a familiarizzare con l’ambiente acquatico, prima con l’insegnare a stare a galla e poi, quando la sicurezza è interiorizzata, con l’insegnamento dei vari stili di nuoto.
Per cercare di approcciarsi alle varie discipline acquatiche è bene seguire alcune dritte che spiegano come poter galleggiare in acqua e portare a termine il primo step di difficoltà.
Di seguito alcuni accorgimenti:

Scelta dell’ambiente acquatico


Se ci si imbatte nelle prime esperienze di nuoto è consigliabile preferire un ambiente amico come le vasche di una piscina, sicure rispetto all’ambiente marino.
La piscina infatti è un luogo più affidabile rispetto al mare: esso potrebbe presentare fondali instabili o acque agitate che aumenterebbero la difficoltà dell'impresa.
Con l’ausilio di superfici sicure, di muretti utili al sostentamento del corpo, di scalette e attrezzi che agevolano il galleggiamento, la piscina rimane l’ambiente più consigliato per avvicinarsi alla prima esperienza acquatica.

Affiancamento di una persona di fiducia


Avere una persona al proprio fianco aiuterà sicuramente la prima esperienza e la renderà piacevole e divertente. Con l’aiuto dell’altro quindi, provare la posizione del morto a galla:
Mettersi in posizione supina staccando piedi e mani dalle superfici rigide e farsi cullare dalla persona di aiuto che fisserà un equilibrio da sott'acqua con le proprie mani. Importantissimo aiutarsi con il respiro: provare a fare respiri profondi che riescano a far diminuire i battiti cardiaci e rilassino i muscoli del corpo e lasciarsi cullare dal livello dell'acqua.

Dritte per rimanere a galla da soli in verticale

  • Assicurarsi di essere in acqua bassa, dove il livello arrivi appena sotto le spalle.
  • appoggiarsi con le mani ad un muretto o un'attrezzo di gomma, cercare di fissare una posizione stabile e lasciare andare le gambe;
  • dopo aver preso dimestichezza con i movimenti inferiori, cercare di lasciare andare una mano e cominciare a fare movimenti circolari sia con il braccio sia con entrambe le gambe;
  • in contemporanea a questi movimenti, staccare dal muretto anche l’altra mano, iniziando a farla muovere circolarmente come gli altri arti;
  • abbandonarsi all'acqua in modo rilassato, cercando di non far affondare mai la testa e mantenendo una posizione supina che ricorda una stella marina.

Da ricordare


Galleggiare vuol dire abbandonarsi all’acqua in modo totale, cercando di non farsi prendere dal panico e rilassando tutti i muscoli del corpo. È un’esperienza unica, che fa acquisire una totale fiducia dell’ambiente acquatico e porta alla piena confidenza con esso. Sicuramente l’istinto sarà quello di appoggiare i piedi a terra e i risultati sperati non si otterranno al primo tentativo. L' importante è non demordere, prima o poi l'obiettivo sarà raggiunto!

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