15 Giugno Giu 2017 2147 15 giugno 2017

Come si fa il vino

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Il vino è da sempre una delle bevande più apprezzate e consumate, soprattutto in un Paese come l'Italia, in cui si producono tanti vini di qualità. Come tanti sanno il vino è ottenuto facendo fermentare il succo dell'uva attraverso dei lieviti, contenuti nelle bucce degli acini, capaci di trasformare lo zucchero del frutto in alcol. In base all'uva che si utilizza e ai procedimenti adottati si possono produrre vini bianchi, rosé o rossi, frizzanti o lisci, con differenti gradazioni alcoliche.

Le prime fasi della produzione del vino

Tutto nasce dalla vendemmia, che anticamente era fatta rigorosamente a mano, mentre oggi si fa meccanicamente, sebbene ciò non consenta di scegliere i grappoli in base alla maturazione e alla condizione. Una volta raccolta, l'uva deve essere pigiata.

Anche la pigiatura un tempo si faceva pestano ogni singolo acino nei mastelli con i piedi nudi. In questo modo si produce il mosto, che va purificato da ogni impurità e diluito con prodotti che permettono di regolare l'acidità e la percentuale di zuccheri. Fatto tutto questo, il liquido si raccoglie in tini molto capienti per fermentare.

La vinificazione ha una durata variabile tra le 24 ore e i sette giorni, sebbene nei casi dei vini più pregiati la fermentazione possa durare addirittura dieci giorni, per far trasformare al meglio lo zucchero del mosto in alcol e anidride carbonica.

La fermentazione e l'imbottigliamento del vino

Per ottenere il vino bianco non si deve far fermentare il mosto per poi separarlo dalle bucce d'uva e filtrarlo; se invece si vogliono ottenere vini rosati è sufficiente vinificare in bianco solo parzialmente. I vini bianchi durano meno e vanno bevuti a distanza di massimo tre anni dalla vendemmia. Per ottenere il vino rosso invece è sufficiente far macerare il mosto con i semi e soprattutto i raspi, che conferiscono il classico colore rosso.

L'ultima fase, chiamata svinatura o più comunemente invecchiamento, inizia travasando il vino nelle botti, dopo averlo separato dagli scarti vari. Nelle botti avviene una nuova fermentazione con una seconda, più completa trasformazione dello zucchero rimasto, mantenendo una temperatura media, generalmente non superiore ai 15°. Arrivati a questo punto si possono imbottigliare i vini bianchi, mentre i vini rossi vengono lasciati ad invecchiare, per periodi variabili che arrivano a sfiorare anche i cinque anni.

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