7 Gennaio Gen 2018 2044 07 gennaio 2018

Come utilizzare gli oli essenziali scaduti

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Gli oli essenziali sono prodotti molto sensibili alla luce, al calore e all’ossigeno. Alcuni come il patchouli e il sandalo migliorano con il passare del tempo, ma la maggior parte ha una durata che varia da uno a cinque anni. Per questo è sempre buona abitudine annotare sulla confezione la data di acquisto dell’olio. Per mantenere inalterate nel tempo le proprietà benefiche di ogni contenitore, basta seguire poche regole di manutenzione. Si conservano in un luogo buio e fresco; dopo l’uso il coperchio si richiude subito per evitare l’ossidazione; è importante non tenerli troppo al caldo, soprattutto quelli più agrumati, che sarebbe meglio mettere in frigo in estate.

Come capire se è scaduto

Se l’olio essenziale è scaduto di solito la profumazione è meno intensa rispetto a quando è stato acquistato. È anche probabile notare la formazione di muffa, così come un cambio di colore o densità. Vanno usati con cautela fin da quando vengono aperti, per cui se è già passato un po’ di tempo dal primo utilizzo è meglio prestare più attenzione alle caratteristiche dell’olio.

Usi alternativi in casa

Con il passare del tempo comunque il prodotto ha già perso profumazione ed efficacia delle proprietà benefiche, ma può comunque prestarsi a mille usi. Si può riciclare come profumatore per l’ambiente o anche come antibatterico per gli scarichi della casa. Per detergere e disinfettare i condotti del bagno e della cucina si versano alcune gocce di olio essenziale in una tazza di acqua bollente. Validi anche per rendere profumati i rotoli di carta igienica, versando qualche goccia sul cartoncino. Una o due gocce anche sul fondo dei contenitori della spazzatura ogni volta che si cambia il sacchetto.

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